«E che? Un Ebreo non ha forse mani, organi, sensi, affetti, passioni? Che differenza dunque vi è tra lui e gli altri uomini? Non si nudriscono tutti degli stessi alimenti? Non temono tutti le ferite delle medesime armi? Non sono sottoposti alle stesse malattie, guariti dagli stessi rimedi, infreddati e scaldati da un comun verno, e da una state comune?»
Il mercante di Venezia.
Osvaldo, che non tardò ad essere di ritorno, avvicinatosi all'orecchio del padrone, gli disse: «Lo straniero è un ebreo, di nome Isacco d'York. Degg'io farlo entrare nella sala?»
Wamba, che nella vicinanza in cui trovavasi, udì la domanda, si fece a dire coll'ordinaria sua libertà: «Incarica Gurth di far le tue veci. Un guardiano di porci è il degno cerimoniere d'un ebreo.»
«Santa Maria!» sclamò il Priore facendo un segno di croce. «Un miscredente, un Ebreo dovrebbe essere ammesso alla nostra presenza?»
«Un cane d'Ebreo» disse nel tempo stesso il Templario «avvicinarsi a un difensore del Santo Sepolcro!»
«Per dio!» Entrò in mezzo Wamba; «se non m'inganno, i Templarii son più ghiotti delle sostanze che della compagnia degli Ebrei.»
«Chetatevi, miei degni ospiti» soggiunse Cedric; «non sia mai detto che nel mio castello si ricusi ospitalità a chicchessia. Poichè il Cielo ha sopportato per tanti anni la presenza di tutta intera la nazione giudaica non possiamo noi per poche ore sofferir quella d'un individuo di tale razza? Non per ciò alcuno di questa assemblea sarà obbligato a conversare seco, od a mangiare in sua compagnia. Si può dargli una tavola a parte; a meno che» sorridendo aggiunse «que' signori forestieri del turbante non volessero riceverlo in brigata con loro.»
«Ser Franklin» prese a dire il Templario «i miei schiavi saracini sono buoni Mussulmani, e disprezzano gli Ebrei quanto possa farlo qualunque Cristiano.»
«In fede mia!» sclamò Wamba «non vedo il perchè i seguaci di Maometto abbiano da avere tanto vantaggio sovra questo popolo eletto di Domeneddio.»