«Lo metteremo a mensa con te, o Wamba» soggiunse Cedric; «un matto e un Ebreo sono fatti l'uno per l'altro.»

«Ma il matto» replicò Wamba «saprà alzare un bastione che impedirà d'avvicinarsi all'Ebreo» e ciò dicendo s'impadronì del resto d'un prosciutto che stava sopra la tavola.

«Silenzio!» disse Cedric «egli giugne.»

Introdotto con poche cerimonie, agitato da timore e da titubazione che gli si leggeano nella fisonomia, e facendo a più riprese profondissimi inchini per tutti i versi, si avvicinò all'estremità inferiore della tavola un vecchio magro e d'alta statura, comunque il continuo abito di curvarsi glie l'avesse in tal qual modo accorciata. Vivaci e regolari ne erano i lineamenti, aquilino il naso, neri gli occhi e scaltriti, alta e corrugata la fronte; e la lunga barba, e i grigi capelli avrebbero prestato un aspetto venerando a costui; ma consideratane in ogni parte la fisonomia, annunziava questa con troppo evidenza, com'egli apparteneva ad una razza, che fu nel durare di quel secolo d'ignoranza abborrita da un popolo credulo e pieno di pregiudizi, e perseguitata da una nobiltà ingorda e invidiosa delle altrui ricchezze, odio e persecuzione, che, com'è da credersi, diedero agli Ebrei un'indole loro propria, i cui principali distintivi erano, per non dir peggio, la viltà e la cupidigia.

Le sue vesti, che, a quanto appariva, furono danneggiate assai dalla pioggia, si stavano in un grande mantello scuro sovrapposto a tonaca d'un colore di porpora carico. Portava stivaloni foderati di pelliccia, un cinturino da cui pendeano un piccolissimo coltello da caccia ed un calamaio. Il suo berrettone era giallo e d'una particolare forma riquadra, tal quale prescrivevasi in allora agli Ebrei per distinguerli dai Cristiani. Ma questo berrettone ei si levò rispettosamente nell'atto di entrare.

L'accoglienza trovata in quel momento da Isacco fu di tal natura, che avrebbe avuto onde consolarsene il più inviperito nemico della tribù d'Israele. Cedric, comunque l'Ebreo il salutasse più d'una volta con rispettosissimi modi, non gli rispose fuorchè con un gesto, indicandogli ch'ei potea sedersi alla tavola bassa, ove però non fu alcuno che gli volesse dar luogo; anzi ad ogni lato d'essa cui presentavasi, facendo il giro in modo di supplichevole, ciascuno sporgea in fuori i gomiti, e si stringea contro al vicino, e i servi sassoni, continuando a gustare di buon appetito la loro cena, non si prendevano nessun fastidio della fame che tribolava l'uom sopraggiunto. I frati laici della comitiva del Priore faceano grandi segni di croce riguardando con santo orrore costui che a lor giudizio era un intruso, e i Saracini quando l'ebber da presso, arricciando disdegnosamente i mustacchi, portarono la mano al pugnale, siccome ultimo espediente ad evitare la lordura, di cui la vicinanza dell'Ebreo li sozzava.

Gli è probabile che Cedric, mosso da quelle cagioni medesime, per cui volle si aprissero le porte del suo castello a questo figlio d'un popolo disgraziato da Dio, avrebbero anche dato ordine alla sua ciurma di accoglierlo con minore scortesia; ma per mala ventura dell'Ebreo, il nostro Sassone stava allora tutto assorto in una discussione nata di recente col Priore sulle differenti razze de' cani, e sulla convenevolezza del confonderle, argomento da cui Cedric non potea naturalmente disviarsi per saper se un Ebreo sarebbe o no andato a letto a digiuno.

Mentre Isacco ricevea da questa brigata un trattamento, pari a quello che la sua proscritta nazione otteneva da tutti i popoli della terra, la sola persona cui mettesse compassione lo stato di quel tapino fu quella stessa che sotto la cappa del cammino vedemmo seduta ad una picciola tavola avvicinatagli onde mangiasse intanto che si rasciugava. Immantinente alzatosi il pellegrino, sì gli disse: «Vecchio, prendi questo luogo, i miei abiti sono asciuttati, e vedo i tuoi ancor molli d'acqua; io son sazio e tu devi aver fame.» Detto ciò, raccolse i tizzoni sparsi nell'immenso spazio di quel focolare, e pose egli stesso sulla picciola tavola quanta parte di vivande poteva occorrere a sfamare l'Ebreo; poi, senza aspettarne i ringraziamenti, andò a collocarsi all'estremità inferiore della sala, o avesse egli qualche ragion particolare di cambiar luogo, o quello dov'era gli sembrasse per allora troppo vicino ad un oggetto, cui tutta era volta la sua benevolenza.

Se fosse vissuto a quei giorni un pittore capace di dipingere con naturalezza gli atteggiamenti diversi di quegl'individui, non v'ha dubbio, che avrebbe trovato un eccellente modello per raffigurare sotto umane spoglie il Verno in quel Giudeo, curvo dinanzi al fuoco, e sollecito di appressarvi le mani increspate e tremebonde ed inteso ad asciugare le stillanti sue vesti. Poichè questi si fu alquanto riscaldato, sedette innanzi alla sua picciola mensa, e cenò con un'apparenza d'appetito e di soddisfazione, da cui bene scorgeasi quanto necessaria fosse a lui quella cena.

Intanto che Cedric e il Priore continuavano la loro dissertazione intorno i cani, lady Rowena conversava con una delle sue ancelle, e l'altero Templario, volgendo a vicenda gli occhi, or sulla bella Sassone, or sull'Ebreo, parea meditasse alcuna cosa rilevante per proprio conto.