Alberto fece una profonda reverenza, e si ritirò; ma anzichè avvisare ad eseguir sull'istante un tale comando, fu sollecito di rintracciare Bois-Guilbert a fine di partecipargli le accadute cose; e lo trovò dominato da dispetto e rabbia per un nuovo rifiuto che aveva sofferto da Rebecca. «L'ingrata!» sclamava egli. «Sprezzare colui che a rischio de' proprii giorni le salvò la vita in mezzo alle fiamme e alle stragi! Ne attesto il cielo, Malvoisin, io l'ho cercata nel castello di Frondeboeuf, in mezzo alle muraglie e alle vôlte incendiate che rovinavano d'ogni banda; io fui lo scopo contra cui s'indirigevano cento frecce che ripercoteva la mia armatura; e se pensai ch'io aveva uno scudo fu unicamente per sottrarla ad ogni pericolo. Or mi rimprovera persino di non l'avere lasciata perire. Ella mi nega non solo qualsivoglia prova di gratitudine, ma fino ogni speranza la più lieve di trovarla grata per l'avvenire. Il demonio che infuse l'ostinazione a tutti della schiatta di costei, senza dubbio ne diede ad essa una triplice dose.»

«Ed io credo ben che il demonio vi posseda entrambi. Quante volte vi ho io predicato se non d'essere saggio, almeno di mostrarvi prudente! Non v'ho io detto e ridetto all'atto del vostro giugnere, che non vi mancherebbero Cristiane, presso le quali non è delitto il retribuire amoroso compenso al vostro valore, senza incapricciarvi sì mattamente in questa ostinatissima Ebrea! Pel nome di Dio! do quasi ragione al vecchio Luca di Beaumanoir se sostiene che costei ha gettato un sortilegio sopra di voi.»

«Luca di Beaumanoir!» sclamò Guilbert. «È questo il frutto delle cautele che avete prese, Malvoisin? Avete dunque permesso che questo vecchio rimbambito sappia come Rebecca trovisi nella Commenda?»

«Era forse in me l'impedirlo? Io non ho omessa sollecitudine perchè un tale arcano non pervenisse al suo orecchio. Se glielo abbia notificato il diavolo, o chi, è quanto il diavolo solo potrebbe farci palese. Ma ho aggiustato le cose alla meglio, e non dovete temere per voi se rinunziate alla vostra pazzia. Il Gran-Mastro vi compiagne. Vi pensa vittima della fattucchieria. Rebecca ha gettato un sortilegio sopra di voi. Insomma ella è una strega e perirà come tale.»

«No, per il Cielo!» sclamò Bois-Guilbert.

«Sì, per il Cielo!» replicò il Commendatore. «Nè voi, nè io, nè nessuno hanno virtù di salvarla. Luca di Beaumanoir si è fitto in mente che la morte d'un'Ebrea sarà sagrifizio espiatorio di tutti gli amorosi falli in cui caddero tutti i cavalieri Templarii, e ben v'è noto essere in lui il potere come la volontà di far eseguire le cose che una volta ha risolute.»

«E potranno» gridò Bois-Guilbert facendo grandi passi su e giù per l'appartamento e in agitatissimo tuono «e potranno i secoli avvenire credere mai che un sì stupido fanatismo abbia allignato fra gli uomini?»

«Non so che cosa crederanno i secoli avvenire» rispose Malvoisin senza scomporsi; «ma quanto so benissimo è che ai nostri giorni, e fra noi, così persone del clero, come laiche, novantanove sopra cento diranno Amen alla sentenza del Gran-Mastro.»

«Gli è vero...» disse Bois-Guilbert. «Ebbene! Alberto, voi siete mio amico, conviene diate mano alla fuga di Rebecca, io la farò trasportare in luogo più sicuro, laddove niuno avviserà di cercarla.»

«Quand'anche il volessi, la cosa mi sarebbe impossibile. La porta non è ella custodita da armigeri del seguito di Beaumanoir, e i cavalieri che vennero seco non sono tutti a lui deditissimi? Non tengono incessantemente aperti gli occhi per vedere se nulla accade contra le regole? Poi, per parlarvi sinceramente, mio caro Bois-Guilbert, vi dirò che non ho nessuna passione d'imbarcarmi in tal mare, quand'anche mi tenessi certo di condurre in porto la nave. Io ho già corso rischi bastantemente per amor vostro, senza aggiungere quello di vedermi digradare, o di perdere la mia commenda, pel piacere di salvare questo fantoccio vostro d'ebrea. E se voi, Bois-Guilbert, volete seguire il mio avviso, rinunzierete ad una tal fantasia, e lancerete i vostri cani su d'altra preda. Pensate al grado che tenete nell'Ordine, agli onori che vi aspettano, all'eminente dignità, cui potete aspirare. Sagrificherete voi tali speranze ad una folle passione? Offrirete a Beaumanoir un motivo di scacciarvi dal nostro Ordine? Ei non mancherà di coglierlo, poichè è geloso della propria autorità; nè gli è ignoto che se mette un piè in fallo, se con vacillante mano si lascia fuggire un istante il baston del comando, la vostra mano sta presta per afferrarlo. Nè dubitate già ch'ei non cerchi di perdervi se gliene offerite un pretesto col chiarirvi protettore di una strega ebrea. Lasciate piuttosto ch'egli appaghi i pregiudizi in questa bisogna, poichè già non avete forza d'impedirglielo. Quando una volta sarete insignito della vostra dignità potrete a vostro grado prendere per favorire le ebree, o farle abbruciare se meglio vi torna.»