«Malvoisin» disse Bois-Guilbert «questa calma che dimostrate è la calma d'un....»
«D'un vostro amico» soggiunse il commendatore, affrettandosi ad empir la lacuna, ove Bois-Guilbert stava forse per collocare una voce non così mite. «Sì, la mia calma è quella d'un vostro amico, e in tal qualità sono vie più in istato di darvi consigli. Vi ripeto che non avete via onde porre in salvo Rebecca, nè riuscirete che a perdervi insieme con lei. Correte a mettervi a' piedi del Gran-Mastro...»
«A' suoi piedi» sclamò il Templario. «Gli dirò alla sua barba...»
«Ebbene, ditegli alla sua barba che delirate per la vostra Ebrea, e col più dirgliene, più lo persuaderete della necessità di distruggere colla morte di questa giovane il sortilegio ch'ella ha gettato sopra di voi. In compenso di tanta follia verrete scacciato dall'Ordine, nè vi sarà alcuno de' fratelli vostri che osi intercedere per voi. In vece della brillante carriera dischiusa alla vostra ambizione, vi rimarrà siccome unico partito l'alzar la lancia per qualche miserabile querela che insorga tra la Borgogna e la Fiandra.»
«Avete ragione, Malvoisin» soggiunse Bois-Guilbert dopo avere meditato un istante. «Io non concederò a questo vecchio fanatico un tal vantaggio sopra di me. Quanto a Rebecca, ella è un'ingrata, nè merita ch'io le sagrifichi il mio grado, l'onor mio, i miei divisamenti. Sì, saprò dimenticarla, l'abbandonerò al suo destino, a meno che...»
«Senza restrizioni» sclamò Malvoisin. «Mantenetevi in così saggia e salutare risoluzione. Le donne non sono che semplici trastulli per farne trascorrere con diletto alcune ore della vita; ma l'affar serio di essa è l'ambizione. Mandate alla malora mille di questi idoli seducenti sulla foggia della vostra Ebrea, anzichè fermarvi sul limite della nobil carriera che sta aperta dinanzi a voi. Per ora n'è d'uopo separarci; e non vorrei nemmeno che ci vedessero insieme in colloquio. Vado a far allestir la grande sala ove deve instituirsi il giudizio.»
«Che ascolto? sì presto?» disse Bois-Guilbert.
«Un processo non è lungo» rispose in partendo il Commendatore, «allorchè il giudice ha pronunziata anticipatamente la sentenza.»
«Rebecca» disse Bois-Guilbert trovandosi solo «forse tu sei per costarmi assai caro! Sento che non ho forza per seguire i consigli di quell'ipocrita abbietto. Farò anche un tentativo a fin di salvarti; ma bada a non contraccambiarmi questa volta d'ingratitudine; non ascolterò più che le voci della vendetta. Bois-Guilbert non è tale da cimentar vita ed onore per non ottenere altra ricompensa che disprezzo e rimproveri.»
Il Commendatore aveva appena dati gli ordini necessarii per far preparare la sala, allorchè s'incontrò in Corrado Montfichet, da cui seppe che il Gran-Mastro voleva in quell'istante medesimo procedere al giudizio dell'Ebrea.