«Tutto ciò mi sembra un sogno» disse Malvoisin. «Son tanti gli Ebrei che professano l'arte medica, e comunque facciano cure maravigliose niuno ha sognato d'accusarli come stregoni.»

«Il Gran-Mastro pensa altrimenti» rispose Montfichet. «Ma sia detto fra noi, Alberto. Fattucchiera, o non fattucchiera val meglio per l'Ordine il veder perire questa miserabile Ebrea, che soffrire e la perdita d'un prode cavaliere come Bois-Guilbert, e le fazioni intestine che in conseguenza di questa ne dilanierebbero. Voi conoscete la fama di cui Brian gode meritamente, nè ignorate quanti ardenti partigiani egli abbia tra i nostri fratelli; ma tutto ciò non gli gioverà a nulla presso un Gran-Mastro qual è il nostro, s'ei giugne a riguardare Bois-Guilbert come il complice, non come la vittima di questa Ebrea. Quand'anche ella rinchiudesse in sè medesima tutte l'anime delle dodici tribù d'Israele, se soggiace ella sola, sarà sempre cosa migliore del permettere che involga nella sua rovina il nostro fratello.»

Figlia d'una maledetta schiatta, le disse il Commendatore, alzati e vieni con noi. pag. 334.

«Finora di fatto mi sono adoperato a convincerlo che gli torna lo abbandonare al suo destino costei, e spero in ciò essere riuscito. Ma abbiamo poi fondamenti valevoli per condannarla siccome strega? Che cosa potrà fare il Gran-Mastro a fronte di prove sì deboli?»

«Gli è d'uopo affortificarle, Alberto; gli è d'uopo affortificarle. Mi intendete voi?»

«Se v'intendo! E credete bene che vani scrupoli non mi saranno d'impaccio quando si tratta la causa del bene dell'Ordine. Ma breve è il tempo a procurare i convenevoli strumenti.»

«Pur è forza trovarne, Malvoisin, è forza trovarne così pel vantaggio di voi, come per quello dell'Ordine. Templestowe è una misera commenda; e quella di Maison-Dieu vale il doppio. Vi è nota la mia prevalenza sull'animo del nostro vecchio superiore. Ebbene! procacciatevi persone che conducano a buon termine tale bisogna, e siete commendatore di Maison-Dieu nella fertile contea di Kent, che ne dite?»

«Fra gli armigeri qui venuti con Bois-Guilbert ve n'ha due a me ben noti. Erano questi al servigio di mio fratello, Filippo di Malvoisin, e passarono indi a quello di Frondeboeuf. Potrebbero saper qualche cosa intorno i sortilegi di questa Ebrea.»