«Non sarebb'egli opportuno, o fratelli» soggiunse il Gran-Mastro «d'assumere alcune informazioni sulla vita precedente di questa donna, per iscoprire principalmente, se ella si è giovata d'incanti, di sortilegi o di talismani, poichè in questa sciagurata bisogna tutto ne trae a credere che il nostro fratello abbia ceduto alle inspirazioni di qualche angelo delle tenebre?»

Armando di Goodalrick, uno dei commendatori presenti all'adunata, antico guerriero coperto di cicatrici che attestavano quante ferite egli avea ricevute dai Mussulmani, ed uomo altamente apprezzato da' suoi fratelli, surse in quell'istante, e salutò il Gran-Mastro in atto di chiedergli poter parlare, la qual permissione gli fu conceduta.

«Reverendissimo Gran-Mastro, mi piacerebbe udire dal nostro valoroso fratello Brian di Bois-Guilbert quai cose egli sappia rispondere a quanto ha ascoltato, e con qual occhio ei riguardi presentemente la sciagurata lega in cui è stretto con una ebrea.»

«Brian di Bois-Guilbert» sollevò la voce Beaumanoir «voi avete udita l'interrogazione del nostro fratello Armando di Goodalrick. V'intimo rispondere alla medesima.»

Bois-Guilbert volse, ma senza rispondere alcuna cosa, il suo volto verso il Gran-Mastro che gl'indirigeva la parola.

«Il demonio che lo possede è muto» sclamò Beaumanoir. «Ritirati o Satana. Parlate, Bois-Guilbert» soggiunse indi allungando verso lui il bastone «ve ne scongiuro a nome di questo santo simbolo del nostro Ordine.»

Bois-Guilbert fece uno sforzo a sè medesimo per nascondere i sensi di sprezzo e d'indignazione ond'era compreso, sprezzo e indignazione che ei sapea quanto gli sarebbe stato inutile manifestare. «Reverendo Gran-Mastro» ei gli disse «Bois-Guilbert sdegna rispondere ad incolpazioni così vaghe e prive di fondamento. Se v'è chi osi intaccarlo nell'onore, ei saprà difendere questa sua proprietà brandendo la lancia, e collo stesso coraggio posto nel combattere gl'Infedeli.»

«Noi vi perdoniamo, fratello Brian» soggiunse il Gran-Mastro; «gloriarvi in tal modo delle vostre imprese dinanzi a noi è un nuovo fallo, di cui diamo soltanto la colpa al nemico del genere umano che si è impadronito di voi. Noi vi perdoniamo, il ripeto, perchè non siete voi che parlate, bensì il demonio che parla per bocca vostra. Ma coll'aiuto di Dio lo atterreremo, e lo costringeremo a fuggire nel regno suo delle tenebre.»

Bois-Guilbert lasciò sfuggire un'occhiata di disdegno indiritta a Luca di Beaumanoir, ma nondimeno rimase in silenzio.

«Ora» disse il Gran-Mastro «poichè non possiamo sperare migliore risposta all'interrogazione mossa dal nostro fratello di Goodalrick, procederemo oltre nelle nostre indagini, e coll'aiuto del Cielo leggeremo fino in fondo tal mistero d'iniquità. Si alzino e compaiano al nostro cospetto tutti coloro che hanno qualche contezza sulla vita e sulla condotta di questa ebrea.»