«Addio dunque» disse il Templario, e precipitoso abbandonò quella stanza.

Intanto in una stanza contigua il commendatore di Malvoisin aspettava impaziente il ritorno di Bois-Guilbert.

«Voi vi faceste ben lungo tempo aspettare» gli disse in veggendolo. «Io stetti finor sulle brage. Che cosa sarebbe avvenuto se il Gran-Mastro o il suo esploratore Corrado, fossero giunti sin qui? Avrei pagata ben caro la mia compiacenza.... Ma che avete dunque, o fratello? Appena voi m'ascoltate, e la vostra fronte è ingombra di nubi.»

«Io sono» rispose il Templario «simile ad un miserabile malfattore condannato a morire fra un'ora, e forse più ancor da compiagnere, perchè avvi chi è pronto a spacciarsi della vita come d'un logoro vestimento. Ne attesto il cielo, Malvoisin! Questa giovinetta m'ha disarmato d'ogni mia risoluzione; e son quasi in procinto di correre a trovare quell'ipocrita del Gran-Mastro, a dire a lui, a lui stesso, che abbiuro l'Ordine, che rifiuto sostenere il barbaro incarico addossatomi dalla tirannide di costui.»

«Siete pazzo? Questo è un volere assicurare la vostra rovina senza averne quindi la menoma probabilità di salvar questa Ebrea, cui siete avvinto in guisa fuor del credibile. Beaumanoir nominerà un altro campione che sostenga in vece vostra la giustizia della pronunziata sentenza, e l'accusata perirà egualmente come se aveste adempiuti i doveri che vi furono prescritti.»

«Non è vero» replicò impetuosamente Bois-Guilbert. «L'accusata non perirà, perchè sarò io medesimo il suo difensore. Potreste voi dirmi, o Alberto, qual è il cavalier del nostr'Ordine, a cui non possa io darmi vanto di far votare l'arcione?»

«Voglio concedervi questo. Ma dimenticate voi che non avrete nè il tempo nè i modi per mandare a termine un sì stravagante divisamento? Correte a presentarvi a Luca di Beaumanoir, a protestargli che rinunziate ai vostri voti d'obbedienza, e mi saprete dire se il vecchio tiranno vi lascia due minuti di libertà. Appena avrete voi profferiti questi accenti inconsiderati, ei vi fa mettere cento piedi sotterra nelle prigioni della Commenda, perchè siate giudicato qual cavaliere fellone; o se pel vostro meglio continuasse ancora a giudicarvi ammaliato, posseduto dal demonio, non sarete forse rinchiuso per costui cenno in un convento, ove diverranno vostro letto la paglia, vostri alimenti pane ed acqua, vostri sollievi gli esorcismi, ove sarete a tutte l'ore inondato d'acqua santa per discacciare lo spirito infernale che vorranno impadronitosi di voi? Non vi resta che una via, Brian di Bois-Guilbert. Comparir nella lizza, o siete irremissibilmente disonorato e perduto.»

«Fuggirò senza far motto di nulla al Gran-Mastro; andrò in qualche lontano paese, ove non sieno ancor penetrati la follia ed il fanatismo. Ivi saprò farmi una rinomanza novella. Ma almeno le mie mani non saranno macchiate nel sangue di questa creatura innocente.»

«Non potete più fuggire, o Brian. I vostri discorsi inconsiderati hanno fatta sospetta la vostra persona, nè vi è oltre permesso uscire della Commenda. Nol credete? Fatene la prova. Presentatevi alla porta, e vedrete qual chi va là! vi faranno le sentinelle poste a custodire il ponte levatoio. Tale espediente vi sorprende e vi irrita! Ma ben per voi, che sia stato preso! Se perveniste a fuggire che ne accadrebbe? Voi diverreste l'obbrobrio della vostra prosapia, voi rimosso inonoratamente dal vostro grado, vedreste offuscata in un istante tutta la gloria che per belle imprese vi meritaste. Fermatevi in tale considerazione. Ove andranno a nascondersi i vostri fratelli d'armi che finora vi sagrificarono i lor voleri, i loro affetti, allorchè udranno chiarire Brian di Bois-Guilbert qual cavaliere traditore e fellone? Qual duolo ne avrà la corte di Francia? Qual gioia pel superbo Riccardo in ascoltando come il Templario che osò resistergli in Palestina, che giunse quasi a minorargli la fama, or perdè onore e rinomanza per amore d'una giovane ebrea, cui nemmeno con tai sagrifizi potè salvare la vita?»

«Vi ringrazio, Malvoisin» sclamò Bois-Guilbert; «voi avete toccata la più viva di tutte le corde. Accada quanto sa accadere, i predicati di fellone, di traditore non verranno mai aggiunti al nome di Bois-Guilbert. Piacesse a Dio che Riccardo in persona, o alcuno degl'Inglesi suoi favoriti si presentassero nella lizza! Ma niuno si presenterà. Non saravvi chi voglia avventurarsi a rompere una lancia a pro di questa giovane innocente, di questa giovane derelitta!»