«E chi dunque? Io credo che non vi si trovino nè lupi nè orsi.»
«Gli armigeri di Malvoisin. Sappiate che in tempo di turbolenza una mezza dozzina di essi è peggio di una banda di lupi arrabbiati. Costoro sono stati reclutati da quegli armigeri di Frondeboeuf che si sottrassero alla morte in Torquilstone, e se ci scontrassimo in alcun di loro, ne farebbero pagar caro le precedenti nostre prodezze. Permettetemi adesso, ser Cavaliere, di chiedervi che cosa fareste se li trovaste?»
«Gl'inchioderei contro terra colla mia lancia, se fossero tanto arditi d'assalirci.»
«Ma se fossero quattro?»
«Li farei bere tutti nella medesima tazza.»
«E se fossero sei, mentre noi non siamo che due, non ricorrereste al corno da caccia datovi da Locksley?»
«Che dici? io chieder soccorso contra tale ciurmaglia, che un buon cavaliere costrigne a fuggire dinanzi a sè come il vento disperde le foglie secche? Non mai!»
«Vorrei però, ser Cavaliere, esaminar più da vicino questo strumento in cui sta la virtù di far venire i soccorritori che voi ricusereste.»
Il Cavaliere non pensando che a soddisfare tale curiosità del suo compagno, staccò dal pendaglio il corno da caccia, e lo consegnò a Wamba che tosto sel mise al collo. Poi dandosi a gorgheggiar sotto voce le note convenute con Locksley, soggiunse: «Credo saperne di musica al pari di qualsisia altro.»
«Che vuoi tu dire, o furfante? Restituiscimi tosto il corno da caccia.»