«Perchè vedo per traverso a quegli alberi uno splendor come d'armi. Se coloro che le portano fossero galantuomini andrebbero sul sentiere diritto, e quelle boscaglie sembrano fatte a posta per nascondere i cherci di s. Nicolò.»
«Affè! hai ragione» soggiunse il Cavaliere calando la visiera «vedo molti uomini armati.»
Ed era ben tempo ch'ei si cautelasse, perchè nell'istante medesimo lo colpirono ad un punto tre frecce venutegli dalla parte sospetta. L'una d'esse lo ferì in fronte e gli avrebbe trapassato il cervello, se la visiera dell'elmo fosse rimasta sollevata. Parò le altre due frecce lo scudo che gli pendeva dal collo.
«Ti ringrazio, mia buona armadura!» sclamò il Cavaliere. «Presto, Wamba, coraggio, piombiamo su di questi sciagurati» e spinto il cavallo ver quella macchia, vi trovò sette armigeri che colla lancia in resta fecero impeto sopra di lui. Tre di questi ferali strumenti lo toccarono andando in pezzi come se lo scontro fosse stato in una torre d'acciaio. Alzatosi sulle staffe sclamò con intrepido tuono: «Che dunque significa ciò, miei padroni?» Ma gli assalitori non risposero che traendo la spada, e cignendolo d'ogni parte e gridando: «morte al tiranno!»
«Ah! Sant'Odoardo! San Giorgio!» sclamò il cavalier Nero atterrando un uomo a ciascuna di sì fatte invocazioni «qui dunque siamo fra i traditori!»
Quantunque risoluti fossero que' che assalivano, si tenevano ad una tal qual distanza dal braccio d'un uomo che non sembrava ferire se non se per dare la morte; e sarebbesi giudicato che il cavalier Nero solo bastasse a mettere in fuga tutti i suoi nemici, allorquando altro guerriero coperto d'armi azzurre, e tenutosi addietro fino a quel punto, si lanciò contr'esso colla lancia sollevata, la quale anzichè percotere il Cavaliere, piombò sul corridore, che cadde mortalmente ferito.
Ah! Sant'Odoardo! San Giorgio! — Sclamò il cavalier Nero atterrando un uomo a ciascuna di sì fatte invocazioni — qui dunque siamo fra i traditori! pag. 372.
«Questo colpo è vibrato da un uom codardo e fellone» sclamò il cavalier Nero, trascinato a terra dalla caduta del suo cavallo.