A tali accenti pronunziati col tuono di maestà convenevole al grado e al carattere di Riccardo Cuor-di-Leone, tutti gli arcieri si prostrarono dinanzi a lui, prestandogli giuramento di fedeltà, ed implorando perdono delle passate colpe.

«Alzatevi, o miei amici» lor disse Riccardo, riguardandoli in cotal modo, atto a provare, come la bontà sua naturale avesse trionfato sullo sdegno inspiratogli dalla perfidia di Waldemar Fitzurse «alzatevi, i servigi che prestaste agli oppressi miei sudditi dinanzi alle mura di Torquilstone, e quello che avete or prestato a me stesso, mi fanno dimenticare i falli di cui per l'addietro possiate esservi fatti colpevoli; alzatevi, o miei amici, e procurate di condurre una vita più regolare... Quanto a te prode Locksley...»

«Cessate dal chiamarmi Locksley, o mio sovrano. Il mio Signore è in diritto di conoscere il mio vero nome, un nome che, ben lo temo, dee troppo spesso avergli ferito l'orecchio. Io sono Robin-Hood della foresta di Sherwood.»

«Ah! Ah!» sclamò Riccardo: «il re degli scorridori, il principe de' proscritti! E chi non ha udito pronunziare un tal nome? Ne pervenne sino in Palestina la fama. Ma sii certo, prode Robin-Hood, che nulla di quanto hai potuto operare nel durar della mia lontananza, e in tali istanti di turbolenza, verrà mai allegato contro di te.»

«È cosa giusta!» soggiunse Wamba, che non perdea mai l'occasione d'intromettere le sue arguzie. «Non dice il proverbio:

«Quando son partiti i gatti,

«Fanno la festa in casa i ratti?»

«Ah! Wamba, tu se' qui? Non udendo la tua voce, io credea che da lungo tempo tu avessi presa la fuga.»

«Presa la fuga!» sclamò Wamba. «E quando è mai che avete veduto scompagnarsi del valor la pazzia? Ecco il trofeo delle mie armi, questo bel cavallo grigio che vorrei vedere un'altra volta su i suoi garretti, a patto che venisse nello stato di questa bestia chi n'era padrone. Ma se non ho combattuto colla punta della mia spada, voi mi concederete che ho dato con valore il segnal della pugna, e ben condotto il mio assalto dalla parte del retroguardo.»

«Sì, valoroso Wamba» rispose il Re; «i tuoi servigi non verranno dimenticati, avran ricompensa.»