«Le cautele sono inutili qui. Riccardo Plantageneto si è fatto riconoscere; e trovasi in mezzo a cuori veracemente inglesi, benchè lo spirito alquanto fervido di queste valorose persone le abbia talvolta spinte troppo oltre.»

«Ser Wilfrid d'Ivanhoe» disse Robin-Hood, accostandosi al figliuolo di Cedric «le mie assicurazioni non possono aggiugnere cosa veruna a quelle del mio sovrano, ma permettetemi il dirvi, non senza qualche orgoglio, che fra tutti i suoi sudditi non avvene di più fedeli de' miei compagni e di me.»

«Lo credo, uom valoroso» disse Wilfrid «perchè voi appartenete al novero di essi; ma che vogliono dire queste scene di stragi e di morti e il sangue di cui vedo coperte l'armi del Re?»

«Vi è stato un tradimento, o Wilfrid» disse il Re «ma ne sieno grazie a questi valenti campioni, i traditori hanno trovato il guiderdone che lor si dovea... Però, pensandovi meglio» sorridendo soggiunse: «voi medesimo siete un traditore, perchè m'avete disubbidito. Non vi aveva io forse dato espresso comando di rimanere almeno sino a domani a San Botolfo, e aspettare che le vostre ferite fossero risanate compiutamente?»

«E sono risanate, o Maestà; nè offrono ora maggior pericolo d'una puntura di spilla. Ma perchè, nobile principe, cagionar tanta angustia ai vostri fedeli sudditi? Perchè, col correre solo le venture, cimentate la vostra vita, come se non fosse più preziosa di quella d'un cavaliere errante che non rischia nulla più della cappa e della spada?»

«E Riccardo Plantageneto» rispose il Re «non aspira che a quella rinomanza che la cappa e la spada possono procacciare. Riccardo Plantageneto è più glorioso nel mandare a termine un'avventura col soccorso della sua lancia e del suo braccio, che comandando centomila uomini schierati in battaglia.»

«Ma il vostro regno, o Sire, il vostro regno minacciato d'una guerra civile! la vostra corona in pericolo! i vostri sudditi minacciati da pericoli ancor più gravi! se venissero a perdere il loro sovrano in quei tanti cimenti cui vi fate un piacere di commettervi tuttogiorno, e da un dei quali vi siete or sottratto in guisa tanto miracolosa!.... A ciò non pensate?»

«Oh! oh! il mio regno e i miei sudditi!» disse il Re con tuono d'impazienza. «Ma vi risponderò, ser Wilfrid, che i migliori fra essi mi pagano d'egual moneta le mie follie. A cagion d'esempio, un de' miei servi più fedeli, Wilfrid d'Ivanhoe, si prende arbitrio di contravvenire a' miei ordini, e intanto viene a fare una predica al suo re, che non ne segue appuntino gli avvisi. Chi di noi due ha diritto di fare rimproveri all'altro? Ciò nondimeno, ascoltatemi, mio caro Wilfrid: l'intervallo che ho trascorso, e che dovrò tuttavia trascorrere sconosciuto, era necessario per dare a' miei amici ed a que' nobili che mi sono rimasti fedeli il tempo di raccogliere le loro forze, tuttochè all'annunziarsi pubblicamente il ritorno del re Riccardo, ei si trovi capo d'un esercito sufficiente a frenare i faziosi, e a spegnere la ribellione, senza che gli sia d'uopo di tirare la spada fuori del fodero. D'Estouteville e Bohun non saranno in grado di marciare sopra York che fra ventiquattr'ore; Salisbury arriva dal Mezzogiorno, Mullon dal Nord, e da Warwick ho ricevute notizie di Beauchamp. S'io mi fossi palesato troppo presto, allora sì avrei affrontati pericoli, da cui non valeano a salvarmi nè la mia lancia, nè la mia spada, benchè secondate dall'arco del prode Robin-Hood, dal nodoso bastone del santo eremita di Copmanhurst e dal corno da caccia del saggio Wamba.»

Wilfrid s'inchinò rispettosamente. Ei ben sapea come fosse tempo perduto il volere sedare quello spirito cavalleresco, onde il suo padrone si mettea così sovente in mezzo ai pericoli, che gli sarebbe stato agevole evitare, o per meglio dire che non gli era perdonabile d'aver affrontati. Limitatosi quindi a sospirar su di ciò, tacque, e Riccardo, soddisfatto di aver ridotto al silenzio il suo giovane consigliere, benchè nel proprio interno ne riconoscesse saggi gli avvisi, indirisse nuovamente la parola a Robin-Hood.

«Re degli scorridori» sì disse «non avreste voi qualche reficiamento da offerire ad un vostro collega di gerarchia[51]? La fatica cui m'hanno obbligato quei masnadieri ha eccitato in me l'appetito.»