Scatolck obbedì agli ordini del suo capitano, e trascorsi pochi minuti il suono del corno portò grande agitazione nei convitati.

«È il suono di guerra di Malvoisin!» disse Mugnaio alzandosi precipitosamente e impadronendosi del suo arco. L'eremita lasciò cadere il fiasco, che aveva allor fra le mani, e afferrò una specie di clava. Wamba si fermò a mezzo d'una facezia per dar di mano al suo coltello da caccia e allo scudo; in somma ciascuno non pensò più che a munirsi d'armi.

Gli uomini avvezzi a tal precario genere di vita passano senza fatica da una cena ad una battaglia; tal cambiamento non era per Riccardo che un nuovo diletto. Chiese il cimiero, e ogn'altro arredo della sua pesante armadura che Gurth aveva in custodia, e mentre questi lo aiutava a vestirsi da guerra, proibiva ad Ivanhoe, sotto la pena d'incorrere la disgrazia sovrana, l'aver parte alcuna nella lotta ch'ei si figurava imminente.

«Tu combattesti per me cento volte, o Wilfrid, ed io non fui che spettatore delle tue prodezze. In quest'oggi, sii spettatore a tua volta, e contempla come Riccardo combatte per gli amici e pei sudditi.»

In questo mezzo Robin-Hood avea inviato alcuno della sua gente in diverse bande, come alla ricerca dell'inimico, e quando vide spariti tutti gli avanzi dei banchetto, si avvicinò al Re, già armato di tutto punto, e piegando dinanzi a lui il ginocchio lo supplicò a volergli concedere il perdono.

«Non ti ho già perdonato?» disse impazientendosi il Re. «Non ti assicurai che tutti i tuoi falli erano dimenticati? Credi tu la mia parola essere una palla che ci possiamo rimandare dall'uno all'altro? Mi sembra che tu non abbia ancora avuto tempo bastante a commettere nuove colpe.»

«Sì: ne ho commessa una» rispose Robin-Hood «quella d'ingannare pel suo vantaggio il mio Re. Il suono che avete udito non era il suon guerriero di Malvoisin. Uno della mia banda diè fiato al corno per ordine mio, e a fine di terminare un banchetto che incominciava a rubare ore preziose per la Maestà vostra e pel ben de' suoi Stati.»

Dette le quali cose, si alzò ed incrocicchiando sul petto le braccia, si fece ad aspettare la risposta del Re in tal atto, che palesava rispetto anzichè tema, e come uomo che sa di potere aver offeso, ma si confida nella purezza delle proprie intenzioni.

Avvampò di collera il re Riccardo, ma non fu questo che un movimento passeggero, di cui trionfò tantosto la naturale equità.

«Il re di Sherwood» diss'egli «teme che il re d'Inghilterra faccia troppo grande breccia sul vino e la cacciagione che gl'imbandì. Ottimamente, audace Robin-Hood! Quando verrai a vedermi a Londra, ti proverò ch'io ricevo con maggiore generosità i miei convitati. In somma, ben ti comportasti, mio prode arciere. Su presto, Wilfrid! a cavallo! Voi eravate impaziente d'un tale istante. Robin-Hood, nella tua banda hai tu nessun amico, che, non contento di darti consigli, pretenda regolare tutti i tuoi passi, e si mostri di mal umore quando cammini a tua voglia, non alla sua?»