«Di fatto non voglio prendermene briga oltre a quanto voi medesimo giudicherete che v'entri il mio interesse. Finora non m'avete conosciuto che sotto nome di cavalier Nero, di cavaliere dal Catenaccio; in questo istante sappiate che si trova dinanzi a voi Riccardo Plantageneto.»
«Riccardo d'Angiò!» sclamò Cedric dando addietro dalla sorpresa.
«No, nobile Cedric: dite Riccardo d'Inghilterra; egli il cui più caro interesse, il desiderio più ardente è di vedere tutti i propri figli insieme uniti senza fare distinzione di schiatta. Degno thane, il tuo ginocchio non si piegherà dinanzi al tuo re?»
«Non piegò mai innanzi al sangue normanno» rispose Cedric.
«Ebbene dunque: serba il tuo omaggio sino all'istante ch'io abbia provato d'esserne degno col proteggere egualmente i Normanni ed i Sassoni.»
«Principe» sclamò Cedric «io ho sempre fatta giustizia al valore ed al merito vostro. So parimente che avete diritti alla corona d'Inghilterra come uscito del sangue di Matilde, nipote d'Edgar Atheling, e figlia di Malcolm di Scozia. Ma benchè Matilde appartenesse al real sangue sassone, ella non era erede del trono.»
«Non voglio disputare sui miei diritti con voi, nobile thane; ma guardatevi attorno, e oserò chiedervi, se trovate un competitore degno d'essermi opposto.»
«E voi dunque, o principe, siete venuto qui per rammentarmi la ruina e la distruzione della schiatta de' legittimi nostri padroni? Per dirmi ch'ella è spenta, quando non è ancor chiusa la tomba dell'ultimo fra' suoi rampolli?» nel dir tai cose la fisonomia di lui vie maggiormente animavasi. «Quest'è un atto» aggiunse «d'audacia e di temerità.»
«No per la santa Croce! è un atto di giustizia. Così operai per una conseguenza di quella fiducia leale che gli uomini onesti debbono avere l'uno nell'altro.»
«Voi avete ragione, o re d'Inghilterra, perchè mi è forza riconoscere che ne siete il re, e che tal rimarrete ad onta della mia debole opposizione. Non sarebbe che un modo in me d'impedirvelo; e voi stesso mi avete somministrato il poter di adoperarlo, esponendomi ad una fortissima tentazione; ma l'onore non mi permette di cederle.»