«Rebecca» le disse il Templario «odi tu la mia voce?»

«Non ho orecchie per te, uomo crudele, cuor di macigno.»

«Nondimeno mi udisti, e il suono della mia voce spaventa me stesso. So appena in qual luogo noi siamo, e per qual motivo qui ci troviamo. Questo steccato, questo scanno funebre, questo feral talamo! Sì, comprendo tutto ciò che tai cose mi dicono all'animo, ma mi sembra un sogno, una visione terribile che inganna i miei sensi, nè posso convincermi della realtà di tutto quanto pur vedo.»

«Il mio spirito e i miei sensi sono parimente convinti» Rebecca rispose. «Essi mi dicono, che questo rogo è serbato a consumare le mie spoglie mortali, e a condurre per una via tormentosa, ma breve, l'anima mia ad una gloriosa eternità.»

«Frivoli sogni, o Rebecca, vane speranze, che persino i più saggi fra i vostri Sadducei abbiurarono! Ascoltami» continuò egli con tuono più animato. «La tua vita è ancora nelle tue mani, a dispetto di questi fanatici sciagurati. Mettiti in groppa del mio cavallo, di Zamor che non mi mancò mai all'uopo, ch'io conquistai in un combattimento a petto a petto col sultano di Trebisonda, che nessun cavallo può seguire alla corsa; salisci dietro di me, ti dico, e fra brevi istanti noi saremo sicuri d'ogni persecuzione. Un nuovo mondo per te di diletti, per me di gloria, si schiuderà innanzi a noi. Che costoro pronunzino sentenza di me a grado loro! io la disprezzo. Ch'essi cancellino il nome di Bois-Guilbert dal novero de' loro schiavi: io saprò registrarlo in quel degli eroi. Laverò nel sangue la macchia che eglino oseranno improntar sul mio scudo.»

«Ritirati, o tentatore! ardirei dieci volte salire sul rogo prima di fare un passo per seguitarti. Circondata di nemici ovunque io mi volga, io ti considero come il più crudele, il più velenoso di tutti. In nome di Dio vivente, ritirati!»

Alberto di Malvoisin, impazientito e atterrito della durata di un tale colloquio, si trasse in vicinanza di essi a disegno di interromperlo.

«Ha ella confessata la sua colpa?» chiese a Bois-Guilbert «o è sempre risoluta a negarla?»

«Sì: ella è risoluta» rispose con amaro sorriso Bois-Guilbert.

«Orsù, mio nobile confratello, tornate al vostro luogo per aspettare l'esito delle cose. Il sole comincia ad affrettarsi all'occaso. Venite, prode Bois-Guilbert, speranza del nostro Ordine, ed in breve suo capo.»