[31]. Distintivo de' cavalieri, come si è veduto in altra parte di questo romanzo. Ognun scorge che lady Rowena si vale di questa circollocuzione perchè vuol piuttosto riguardarlo uom che porti catenelle e speroni d'oro, anzichè autenticargli il titolo di cavaliere nell'atto di commettere un'azione scellerata.
[32]. Costume atroce che a quei giorni veniva praticato, talvolta anche senza perfidia d'animo, ma per un principio di pietà, così ravviata da que' semibarbari, verso tai moribondi della cui guarigione si disperava, e ciò per torli più presto di stento.
[33]. In una nota precedente a pag. 134-135 dicemmo che questo re Stefano fu anche più condiscendente del suo predecessore Enrico I, ma tale sua condiscendenza, limitata a non accrescere la durezza delle leggi imposte dai conquistatori, fu quella stessa che lasciò più allentata briglia alle fazioni, e quindi la debolezza del monarca divenne contemporanea all'accrescere del pubblico disordinamento.
[34]. Que' Sassoni professavano cattolicismo misto ancora d'idolatria, e attribuendo alla divinità e ai canti le passioni dell'odio e della vendetta, come erano avvezzi a supporle ne' loro idoli, doveano certamente credere che Maria Vergine non avrebbe mai più perdonato alla stirpe di coloro i quali le crocifissero il figlio.
[35]. Si sono divisi quasi in due parti gli storici, uno che appone ogni genere di empietà ai Templarii, altra che li difende. Alla pittura offertane di Bois-Guilbert, è lecito il credere che l'autore di questo romanzo tenga alla prima schiera. Se i partigiani dei Templarii sono in maggior numero, debbe anche attribuirsi all'orrore eccitato dal modo dispotico quanto atroce onde adoperò contr'essi, nel 1327, Filippo il Bello, il quale, com'è noto, ottenne da Clemente V, propensissimo a questo monarca, l'abolizion di tal ordine, poi vagheggiandone le ricchezze, mandò sul rogo gli individui che ad esso appartenevano. Ciò nullameno molti storici, anche moderati nel giudicare i Templarii, non sanno scusarli dalla colpa di dissolutezze perfino le più abbominevoli. I più accaniti poi nel perseguitarli attribuiscono loro d'aver professate tutte le empietà che a mano a mano Walter Scott pone sulle labbra di Bois-Guilbert.
[36]. Fra le accuse date sotto il regno di Filippo il Bello ai Templarii furono quelle di professare nei conciliaboli de' provetti fra essi una indifferenza religiosa che sapea d'ateismo, e di macchinare un gran cambiamento così morale come politico su tutto il globo.
[37]. A que' giorni Cherco tanto significava persona ecclesiastica, quanto scienziato. Qui s'adopera per scienziato, ma era necessario conservare tale parola per dar luogo allo scherzo di Bracy: La Reverenza Vostra ec.
[38]. Tutt'altri che un matto sarebbe stato impaziente di manifestarsi al padrone, e di non perdere un tempo troppo prezioso nello spassarsi a render più vaga la sorpresa che dovrà derivare dal suo travestimento. Ma Wamba era sempre un matto, e anche nel prestare un'opera da un uom di senno dovea lasciar trasparire il proprio carattere.
[39]. Vedrà ognuno come l'intenzione dell'autore in questo luogo è meno quella di por fra le labbra di Wamba un giuoco di parole, che mettere sempre in maggior evidenza a quale avvilimento i Normanni conquistatori aveano tratti i nativi; avvilimento per cui i pronipoti di coloro che sostennero le cariche dello stato, erano ridotti alla condizione di schiavi, di buffoni, di porcaiuoli.
[40]. Chi avrebbe immaginato in un dialogo fra Cedric vestito da frate, e la schifosa Ulfrida di cui si maladice le mille volte l'arrivo, chi avrebbe, dissi, immaginato di trovare quanto di sublime l'eloquenza può suggerire? Chiedo indulgenza a' miei leggitori, se queste pause della mia ammirazione lor sembrassero troppo frequenti, benchè nol saranno mai in proporzione delle cose da ammirarsi in Walter Scott. Ma io sono co' miei leggitori nello stato dello spettatore di un bellissimo dramma. Ei non può far di meno di volgersi ai vicini della platea per partecipare in comunione con essi o del dolore o della gioia o dell'estasi che lo rapiscono, e talvolta anche gl'incomoda coll'interrompere il corso della loro attenzione. Di fatto le sublimità del dialogo non finiscono ove ho posta io questa nota.