«Oh! che la benedizione di Giacobbe piova sopra di voi, giovine valoroso! Troverò a Sheffield il mio congiunto Zareth, da cui spero ottener modi per continuare senza pericoli il mio cammino.»
«Andiamo dunque, e giunti colà ci divideremo: non ci rimane più che una mezz'ora di strada.»
Mezz'ora che fu da entrambi trascorsa in un perfetto silenzio; perchè il pellegrino disdegnava di parlare, senza che ve ne fosse il bisogno, all'Ebreo, nè questi ardiva volgere primo il discorso ad un uomo, che a motivo del pellegrinaggio fatto in Palestina godeva innanzi al pubblico gli stessi privilegi di chi è in concetto di santo. Fermatosi sull'altura d'un poggio — «Ecco Sheffield» disse il pellegrino ad Isacco, additandogli le mura della città. «Qui dobbiam separarci.»
«Ma non prima che abbiate accettati i ringraziamenti del povero Ebreo, poichè non oso pregarvi che m'accompagniate alla casa del mio parente Zareth. Egli potrebbe mettermi in grado di compensare il servigio che mi prestaste.»
«Deggio ancora ripeterti, che non voglio ricompensa? Se però riandando la lunga lista de' tuoi debitori credi per amor mio di risparmiare i ferri e la prigionia a qualche sfortunato Cristiano di questo novero, lo avrò in conto di larghissima ricompensa.»
«Aspettate, aspettate!» sclamò l'Ebreo tenendolo pel mantello. «Vorrei fare alcuna cosa di più che fosse immediatamente gradevole a voi. Dio sa che Isacco è povero, e null'altro che un mendicante della sua tribù. Nondimeno.... Mi perdonerete voi se indovino la cosa che in questo punto bramereste di più?»
«Quand'anche tu la indovinassi non potresti darmela, a meno che non fossi ricco altrettanto quanto pretendi essere creduto povero.»
«Pretendo! Mio Dio! gli è che lo sono di fatto, nè solamente povero, ma assassinato, rovinato, indebitato, in somma la creatura più miserabile che viva su questa terra. La crudele rapacità de' miei persecutori non mi lasciò nè mercanzie, nè danaro, nè suppellettili, nulla in fine di quanto io possedeva. Con tutto ciò ho l'onore di dirvi che posso procurarvi la cosa or più desiderata da voi: un cavallo di battaglia ed un'armatura da cavaliere.»
Altamente commosso dalle parole ultime il pellegrino, si volse con vivacità all'Ebreo, domandandogli: «Chi può averti inspirata una tal congettura?»
«Poco monta il chi e il come» rispose sorridendo il Giudeo. «Negatemi ch'ella sia giusta... Dunque, se ho indovinato il vostro bisogno, sappiate ancora che ho il modo di soddisfarlo.»