«Chi se' tu, nobile campione?» chiese a Wamba il principe Giovanni che continuava ancora ridendo.

«Matto per diritto di nascita» rispose il buffone «mi chiamo Wamba, figlio di Witless, figlio di Weatherbrain,[12] figlio d'un Alderman.»

«Ebbene, si dia luogo all'Ebreo nella loggia di sotto (disse il principe Giovanni, cui forse non dispiacque un tale pretesto di ritrattare i primi ordini dati.) Ella non è cosa giusta il collocare un vinto a pari col vincitore»

«Nè di mettere un Ebreo vicino a una fetta di lardo» aggiunse Wamba.

«Matto!» sclamò il principe «m'hai fatto ridere. Gli è dovere ch'io ti ricompensi. Isacco, prestami un pugno di bisanti

L'Ebreo soprappreso da sì fatta inchiesta, nè osando dir di no, nè reggendoli il cuore di soddisfarla, trasse, non senza sospirare, un sacchetto di pelle che portava sospeso al suo cinturino, e stava forse calcolando quanti pezzi bastavano a far la figura d'un pugno di bisanti, allorchè il principe, impazientendosi dell'indugio, gli strappò il sacchetto dalle mani, e dopo aver gettate alcune monete d'oro al buffone, continuò il suo giro, portandosi con sè il rimanente, e lasciando l'Ebreo in balìa agli scherni de' circostanti, che però non osarono negare nè a lui nè a sua figlia di sedersi fra loro.

CAPITOLO VIII.

»Voto è l'arringo, e aspettan della giostra

»Il suono eccitator molti drappelli

»Di prodi; ei s'ode già; già della chiostra