IVANHOE

Dopo avere mostrata cotanta sicurezza, fe' scendere a ritroso dal pianerottolo il suo cavallo, e lo costrinse a traversare in un tale andamento tutta l'arena fino alla porta di tramontana, ove stette fermo ad aspettare l'arrivo dell'avversario; prova di maestria nel maneggio de' cavalli che gli procacciò nuovi applausi.

Benchè mosso a sdegno dalle cautele alteramente consigliategli dall'avversario, Bois-Guilbert non quindi le trascurò. Troppa sciagura sovrastava al suo onore dal non riportare vittoria, ond'ei volesse porre in non cale ogni via che gliela poteva agevolare. Prese adunque un nuovo destriero ardentissimo e brioso, e parimente nuova lancia per tema che il legno della prima avesse sofferto dai replicati colpi portati ne' precedenti tre assalti. E poichè anche lo scudo usato da lui fin allora era alquanto malconcio, un altro ne ricevè dalle mani de' suoi scudieri. Nello scudo che dimise non vedeasi altro stemma se non se quello del suo ordine: vale a dire due cavalieri che cavalcavano un cavallo medesimo, emblema dell'umiltà e della povertà primitiva de' Templarii, che indi posero in luogo di tali virtù l'arroganza e la cupidigia delle ricchezze, divenute finalmente origine dell'abolizione di tale congrega. Lo stemma del secondo scudo presentava un corvo che volava a tutto volo tenendosi un teschio fra gli artigli e n'era impresa: Guardati dal corvo.

Stavano oltre quanto può dirsi impazienti gli spettatori, allorchè a ciascuna estremità della lizza videro i due campioni, l'uno al cospetto dell'altro. Pressochè i voti di tutti erano pel cavaliere Diseredato, ma non fuvvi chi ardisse presagirgli in cotal giostra buon esito.

Non appena le trombe ebbero dato il segnale, i due combattenti si lanciarono l'un contra l'altro colla rapidità del lampo, e parve colpo di tuono il primo scontro d'entrambi in mezzo all'arena. Ne andarono in pezzi le lancie, e si credè per un istante vederli ad un tempo rinversati, perchè la violenza di quell'impeto fe' piegare i garretti posteriori dei loro cavalli, e se non caddero i cavalieri, il dovettero a comune perizia di adoperare briglia e speroni. I due rivali di gloria si fisarono scambievolmente con occhi che sembrava lanciassero fuoco per traverso delle visiere, indi ritrattisi ognuno alla sua estremità del ricinto, presero nuova lancia apprestata loro dai propri scudieri.

L'unanimità delle acclamazioni fe' manifesta la vaghezza ch'ebbero gli spettatori di questo assalto, il più eguale, il più brillante fra tutti quelli della giornata. Le matrone faceano sventolare le loro ciarpe e i loro fazzoletti per dare a divedere quanto ne fossero soddisfatte. Ma poichè i due cavalieri tornarono in luogo ed atteggiamento di nuovamente affrontarsi, succedè ai clamori un sì profondo silenzio che sarebbesi detto non essere in tanta moltitudine chi osasse nemmen respirare.

Fu conceduta ai campioni una pausa d'alcuni minuti, per dar tempo di riprendere fiato così ad essi come ai lor corridori. Indi ad un cenno messo dal principe Giovanni, le trombe intonarono il suon dell'armi, e i due combattenti vennero al mutuo scontro coll'impeto, col vigore, colla maestria di cui pompeggiarono dianzi, ma non colla stessa fortuna.

In questo secondo assalto il Templario drizzò la sua lancia verso il mezzo dello scudo dell'altro, e con tanta aggiustatezza e con tanta forza il colpì, che il cavaliere Diseredato dovette cadere addietro sulla groppa del suo cavallo, ma non votò quindi l'arcione. Che anzi, avendo egli parimente, fin dal principio di far carriera, portata la sua mira allo scudo dell'antagonista, la cambiò in quell'istante, indirigendone contra il cimiero la lancia, il qual bersaglio quanto più difficile da toccarsi, tanto più, toccato, toglieva al percosso ogni possibilità di resistere. Ad onta però d'un tanto svantaggio, il Templario non dismentì la rinomanza da lungo tempo acquistatasi; e se la violenza dello scontro non ne avesse rotta la cinghia del destriero, sarebbesi forse tenuto fermo in sua sella. Che che ne sia, il cavallo e il cavaliere caddero rinversati, e si avvoltarono nella polvere.