Era Priore, non più; ma in quel consorzio

Degno il credean di mitra; nè dal mondo

Avea quindi il sant'uom fatto divorzio.

Brïosi corridor, viver giocondo,

Caccie di cervi lo allettaro, e al desco

De' calici veder voleva il fondo.

Chaucer.

Aveva Gurth un bel rimproverare Wamba perchè camminava troppo adagio. Questi che dallo scalpitar de' cavalli comprendeva essere vicina la brigata di cui s'accorsero, abbracciava a mano a mano tutte le occasioni di fermarsi lungo la strada. Talvolta era una nocciuola a metà matura ch'ei voleva cogliere di mezzo alla macchia. Tal'altra volea trattenersi a dir qualche cosa ad una giovane villanella, in cui si scontrava. Non tardò pertanto a raggiugnerli la cavalcata, composta di dieci individui. I due che le stavano innanzi sembravano uomini d'alto affare, il restante era gente del seguito.

Non era malagevole il riconoscere a primo aspetto lo stato e la condizione di questi due personaggi. L'un d'essi era evidentemente un ecclesiastico, insignito di alta dignità. Portava egli l'abito monastico di Citeaux, ma d'un tessuto più fino assai di quanto lo permettea la stretta regola del Santo, fondatore dell'Ordine. Di bellissimo panno di Fiandra erano il mantello ed il cappuccio, increspati con tal arte che di leggiadro panneggiamento gli adornavano la persona. Graziosa ne era la fisonomia, comunque il troppo star bene le desse alquanto il contegno di chi pensa molto a sè stesso, nè maggiormente annunziasse macerazione e digiuno di quello che le sue vesti il mostrassero sprezzante del lusso e della pompa mondana. Regolari se ne scorgevano i lineamenti, ma di sotto delle palpebre, che per lo più tenea basse, sfavillavano a quando a quando lampi di fuoco epicureo che lui divulgavano amantissimo della buona tavola e delle gozzoviglie. Pure la sua professione ed il grado gli avevano insegnato a regolare il muto linguaggio d'una fisonomia ilare di sua natura e gioconda, ed alla quale sapeva a suo talento imprimere i modi che alla solenne gravità si appartengono. Senza darsi fastidio nè degli statuti del convento, nè delle bolle pontifizie, nè de' canoni del concilio, le maniche di questo magnate della Chiesa erano guernite di ricca pelliccia, e un fibbiaglio d'oro gli serrava al collo la parte superiore del mantello, e l'abito dell'Ordine indosso a lui offeriva quella medesima ricercatezza, che vediamo oggidì in alcune avvenenti e gentili donne quacchere, le quali senza abbandonare quel che diremmo uniforme della loro setta, colla scelta dei drappi e col modo di aggiustarseli alla persona, la semplicità del vestir loro condiscono d'un tal qual brio, che alla terrena vanità somiglia d'assai.

Il degno religioso cavalcava una superba mula, regolandone l'andatura fra il passo ed il trotto; sontuosamente bardamentata, avea questa la briglia adorna di campanelle d'argento, chè tal di quei tempi era l'uso. Stando a cavallo, ben lunge dal mostrare la claustrale inettezza, dispiegava la maestria e le grazie di peritissimo cavallerizzo. Pareva inoltre che sol momentaneamente avesse scelta sì modesta cavalcatura, perchè un frate laico di quelli del suo seguito conducea per la briglia tal cavallo di ricambio, che era uno fra i migliori giannetti cresciuti nell'Andaluzia. Regnava a que' dì grande lusso al proposito di tai corridori, che i mercatanti non senza gravi rischi e spese faceano venir dalla Spagna per venderli, a più caro prezzo ancora, ai personaggi ragguardevoli, e ricchi assai per farne compra. La sella e la gualdrappa del superbo palafreno coperte erano d'un panno, scendente a terra, e tutto ricamato di mitre, di pastorali e d'altri emblemi ecclesiastici. Un altro laico conducea una mula carica di bagaglie che senza dubbio erano gli arredi del personaggio or descritto. Due frati dello stesso ordine faceano il retroguardo, ridendo insieme e ciarlando, nè ponendo mente gran che alle altre persone di quella cavalcata.