«Non sia mai» rispose quello stesso bandito. «Diverrebbe un'infamia per la nostra società, benchè a dir vero, ho servito nella brigata del vecchio Gandelyn, ove non si avevano tanti scrupoli. Ma questo insolente contadino almeno, spero non se ne andrà immune dal suo salasso!»

«Questo poi dipenderà da te» rispose il capo. «Vieni qui furfante» voltosi allora a Gurth. «Dimmi. Sai tu adoperare il bastone?»

«Spero» rispose Gurth «d'avervene data una buona prova.»

«Ne convengo, il colpo fu applicato con maestria. Ebbene, mettiti ad egual prova con questo bravo campione, e se riesci andrai esente da tassa; benchè sull'onor mio, la fedeltà da te mostrata verso il tuo padrone mi è tanto piaciuta, che quand'anco tu soggiacessi, credo pagherei il riscatto per te. Orsù, Mugnaio» tal era il nome di colui al quale si proponea questo cimento «prendi il tuo bastone e pensa a difenderti come ad assalire. E voi altri, lasciate in libertà cotest'uomo, e provvedetelo d'un'arme eguale. Fa chiaro abbastanza per una giostra di simil natura.»

I due campioni, armati l'un e l'altro di randelli e grossi e lunghi e pesanti egualmente, s'innoltrarono in mezzo al vano della foresta per essere più spacciati nelle fazioni del mutuo assalto, e per godere tutto il vantaggio del chiaro di luna. Gli altri ladri circondavano i duellanti ridendo e gridando al loro collega: «Bada, Mugnaio, bada. Questa volta potrebbe toccarti di pagare la posta

Mugnaio tenendo col pugno la parte di mezzo del bastone, sel facea avvoltare attorno alla testa, che è quanto i francesi chiamano il molinello, e schernendo Gurth, gli dicea: «Fatti innanzi, villano, fatti innanzi e proverai quanto pesi il mio pugno.»

«Se tu sei mugnaio di professione» rispose Gurth «ti ho per doppiamente ladro; ma ti farò vedere che non ho paura di te.» Nel medesimo tempo si pose a fare il molinello col suo bastone, chè non la cedea all'avversario nè di destrezza nè di maestria.

Allora si assalirono i due campioni, e per alcuni minuti diedero eguali prove di agilità, di coraggio e di forza. Il fracasso che mandavano que' due randelli, urtandosi a raddoppiati colpi l'un l'altro era tale, che a qualche distanza parea lottassero sei combattenti per banda. Certamente pugne contese meno e men perigliose, vennero cantate in buoni versi eroici, ma la pugna di Gurth e di Mugnaio non avrà l'onore medesimo sol per mancanza d'un inspirato poeta. Ciò nonostante benchè tal lotta a molinello sia andata or giù d'usanza, ci sforzeremo come sappiamo di rendere in umil prosa la dovuta giustizia al merito di questi due prodi avversari.

Durò lungo tempo la lotta, nè il vantaggio era più dell'uno che dell'altro, la qual cosa irritò Mugnaio, che oltre al dispetto di trovare un sì abile competitore, stizzavasi in udendo le risa de' suoi compagni, intesi a schernirne gli inutili sforzi, come suole accadere in sì fatte occasioni. L'impazienza da cui il ladro lottatore fu preso, era tutt'altro fuorchè favorevole a tal genere di duello che domanda molta calma e prontezza di spirito; e fornì a Gurth, uomo d'indole ferma e risoluta, l'opportunità di vincere, opportunità ch'ei seppe cogliere maestramente.

Mugnaio assaliva con impeto da furioso; nè mai cessavano le due punte del suo bastone dal percuotere sul bastone dell'avversario, con cui si trovava già corpo a corpo. Gurth, nell'eseguire rapidamente il suo molinello, pesava ogni colpo e si tenea alla difesa, talvolta ancora facendo passi in addietro. Ma gli occhi suoi non abbandonavano mai il nemico; laonde veggendolo estenuato dalla fatica, gli indirizzò un colpo di sinistra alla testa, che mentre Mugnaio voleva riparare, la destra mano di Gurth colla rapidità del lampo ne afferrò il bastone menandogli sì violento colpo che lo stramazzò.