»Sereno e lieto a l'oriente apparso,

»E già la vaga fama e il chiaro nome

»Avea d'Aceste convocati intorno

»I vicin tutti e pieni erano i liti.

Eneide. Trad. del Caro.

Sul nascere dell'aurora, un cielo puro e sgombro di nubi presagì bellissimo giorno, e già scorgeansi sulla pianura i più solleciti fra quegli spettatori che d'ogni banda si trasferivano al torneo, ansiosi di occupare le sedi più adatte a contemplare in ogni lor punto le giostre cavalleresche.

Nè tardi furono a giungere i marescialli del torneo, accompagnati dagli araldi d'armi, onde e ricevere i nomi de' cavalieri che si presenterebbero per entrar nella lizza, e chieder loro sotto quale bandiera desideravano collocarsi, cautela necessaria a fine di mantenere una certa uguaglianza fra i due drappelli che doveano giostrare l'un contra l'altro.

Volea l'uso che il vincitore dell'ultimo torneo fosse capo di una delle due bande. Quindi il cavaliere Diseredato venne scelto a comandarne una, intanto che l'altra avrebbe obbedito agli ordini di Brian di Bois-Guilbert, il quale dopo il cavaliere erasi acquistata maggior gloria alla giostra precedente. I tenitori, colleghi nel dì innanzi del Templario, parteggiarono, com'era naturale, per lui anche questo giorno, eccetto Ralph di Vipont, ridotto dalla caduta in tale stato da non poter sì presto rimetter corazza. Molti cavalieri venivano a farsi ascrivere, ardenti di combattere sotto gli stendardi d'un de' due condottieri.

Ardore che più vigoroso mostravano in tal secondo genere di lotta cui davano preferenza, comunque un torneo generale, ove tutti i cavalieri combattevano ad una volta, offerisse maggiori pericoli, e minori occasioni di segnalarsi in singolare certame. Ma ve n'avea molti tra questi che non fidandosi abbastanza nella propria abilità per provocare un solo avversario d'alta rinomanza, speravano in un arringo a tutti aperto incontrare qualche men formidabile competitore, con cui cimentarsi e poter far pompa di valore.

Circa cinquanta cavalieri s'erano già fatti notare per comparir sull'arena, allorquando i marescialli notificarono che maggior numero non ne verrebbe ricevuto, la qual cosa fu di grande rincrescimento a molti, bramosi ancora di presentarsi. Poco mancava alle dieci ore, e tutta quanta la pianura vedeasi coperta di cavalieri e pedoni, che accorreano al luogo del torneo. Finalmente il concerto della musica militare annunziò l'arrivo del principe Giovanni e del suo corteggio. Gli si fece attorno ad onorarlo la maggior parte de' cavalieri preparatisi ad entrare in lizza.