Dopo di che, senza voler nemmeno il fastidio di fisare un istante la mira, Locksley si pose nel luogo assegnato a tal prova, e scoccò l'arco sì sbadatamente in apparenza da potersi credere ch'ei non avesse contemplato nè poco nè molto il bersaglio. E discorreva ancora quando uscia dall'arco la freccia. Pur questa andò vicina al centro due pollici più di quella d'Uberto.

«Per la luce di Dio!» sclamò il Principe mettendo gli occhi addosso ad Uberto «se ti accade lasciarti vincere da questo sciagurato, sei degno della galera.»

Uberto aveva un intercalare, che solea frammettere in tutti i discorsi: «Quando anche l'Altezza vostra dovesse appiccarmi, l'uomo non può fare che quanto può. Per altro, mio bisavolo lanciò ad Hastings certa freccia....»

«Maladetto sia tuo bisavolo e la tua intera generazione!» sclamò interrompendolo il Principe. «Tendi l'arco, sciagurato, e mira diritto quanto il sai. Altrimenti, povero te!»

Cedendo a sì incalzanti esortazioni, tornò Uberto al suo luogo, ove non dimenticando l'avviso datogli dall'avversario, calcolò la divergenza che potea derivare alla sua freccia da un lieve fiato di vento alzatosi allora, poi lanciolla con tal maestria che infilzò al giusto il centro del bersaglio.

«Viva Uberto! viva Uberto!» esclamò quella moltitudine superbendo di vedere un arcier del paese che riportava la vittoria su d'uno straniero. «Viva in eterno Uberto!»

«Tu non saprai colpire più giusto, o Locksley» disse all'altro il Principe con insultante sorriso.

«Forse sì!» rispose colla massima calma Locksley, e dopo avere mirato con qualche maggior attenzione di prima, mise dall'arco la freccia che colpendo in dirittura quella dell'avversario la fece in pezzi. Della qual maestria tanto meravigliarono gli astanti, che non si contentarono nell'applaudire d'usar le frasi consuete. «Costui non è un uomo» si diceano fra loro gli arcieri «bensì un diavolo. Quanto ei fa è un prodigio. Nè tal prodezza si è mai più veduta, dacchè fu teso il prim'arco nell'Inghilterra.»

«Ora» disse Locksley «domando alla Grazia vostra la permissione di mettere uno di que' bersagli che si costumano nel Nord; e sia onore all'arcier valoroso che varrà a disputare il premio a tal prova e a meritarsi un sorriso dalla giovane contadinella, che toccò più gagliardamente il suo cuore.»

Facendo indi alcuni passi per allontanarsi: «Ordinate» soggiunse, voltosi al Principe «se così vi piace, che alcune delle vostre guardie mi seguano. Non vado che a tagliare una bacchetta nella foresta.»