Ma il Priore evitò l'inconveniente che stava per nascere, spingendo prontamente la propria mula fra il suo compagno di viaggio, ed il porcajuolo. pag. 15.
Pure si aveano a que' giorni idee tanto condiscendenti alla condotta del clero così secolare come regolare, che il priore Aymer (tal nomavasi questo sacerdote), godea d'intatta fama in tutti i dintorni della sua abbazia. L'indole di lui franca e gioconda, l'indulgenza ch'ei dimostrava per tutto quanto avea nome di veniali fragilità presso i grandi, gli fruttavano essere ben accolto in tutti i castelli de' nobili, a molti de' quali soprappiù andava congiunto di sangue, per essere egli pure di nobile famiglia, normanna d'origine. Le gentildonne soprattutto non si sentivano vocazione d'indagar troppo severamente il contegno d'un uomo, chiaritosi zelante ammirator del bel sesso, ed amabilissimo nel trovar parecchi modi atti a dileguare la noia troppo usa a stanziare e nelle sale e ne' giardini de' castelli che all'alta nobiltà pertenevano. Non eravi cacciatore cui il nostro monaco cedesse nell'ardenza d'inseguire gli animali selvaggi, nè v'era chi fosse meglio di lui provveduto di falchi ben addestrati, e di levrieri agilissimi fra quanti n'avesse la contea d'York; circostanza la quale non entrava per poco nel renderne la compagnia e desiderata e cercata da tutti i giovani appassionati per la caccia. Altra parte gli toccava sostenere colle persone attempate, nè con minore felicità vi riusciva, quando l'occasione se ne presentava. Benchè quanto a letteratura avesse cognizioni superficiali anzichè no, ne sapea però abbastanza per inspirare agl'ignoranti profondo rispetto ver' la pretesa sua scienza, oltrechè, la gravità del portamento e del dire, e i modi autorevoli ch'egli assumeva a tempo e luogo per far valere la possanza della Chiesa e del Sacerdozio, molta opinione ancor gli acquistarono di santità. Persino le infime classi, così propense per indole a censurare rigorosamente la condotta de' loro superiori, tiravano un rispettoso velo sulle fralezze del priore Aymer. Egli era caritatevole, e la carità, gli è cosa nota, fa velo a molt'altri difetti. Le rendite dell'abbazia concedute la maggior parte in godimento al Priore, non solo gli fornivano i modi di far fronte alle spese sue personali, che non erano tanto poche, ma in oltre lo metteano in istato di spargere liberalità su gli abitanti e spesse fiate di sovvenire alle angustie dell'indigente. Perciò se il priore Aymer rimaneva ultimo alla mensa, se maggior tempo impiegava nella caccia che negli ufizi della chiesa, se il vedeano per una porta di soccorso rientrare nell'abbazia dopo avere trascorsa la notte intertenendosi a tutt'altro che a cantar compieta, ciascuno alzava indulgentemente le spalle, e ciascuno si avvezzava a dar passata a tali irregolarità tanto più volentieri, che la maggior parte de' confratelli del Priore si prendeva licenze eguali senza avere com'egli eguali diritti a farle dimenticare. La persona e l'indole del priore Aymer erano dunque assai conosciute ai nostri due servi sassoni, che lo salutarono rispettosamente ricevendone in compenso del saluto la solita benedizione.
Ma ciò che li sorprese, ed eccitò grandemente in essi attenzione e curiosità, si fu l'aspetto straordinario del compagno che il sacerdote aveva con sè, e del corteggio che lo accompagnava. Li faceva attoniti soprattutto l'apparenza, per metà militare, per metà monastica di quel bruno straniero, e l'aggiustamento singolare de' due scudieri orientali, e la novità dell'armi che questi portavano. E lo stupore fu tanto che il porcaiuolo e il buffone s'accorsero appena, quando il priore dell'abbazia di Jorvaulx chiese loro se in quelle vicinanze si trovasse qualche casa per alloggiarli. Fors'anche la lingua, in cui venne fatta l'inchiesta, comunque ad essi omai non sì strania, sonò male a quelle sassoni orecchie.
«Io vi chiedea, le mie creature» — ripetè il priore ad alta voce e valendosi del nuovo idioma mescolato di sassone e di normanno, e divenuto linguaggio di convenzione per comprendersi le une coll'altre fra le due genti — «io vi chiedeva se in questi dintorni sarà facile il trovare qualche brava persona, che mossa da amor di Dio, e da divozione verso la nostra Santa Madre Chiesa, voglia per questa notte usare ospitalità a due umilissimi servitori di questo Dio e di questa Chiesa.»
Nel tuono però di tali detti scorgeasi non so qual aria d'alterezza, che mal s'accordava colla modestia delle frasi onde al Reverendissimo era piaciuto valersi.
«Due umilissimi servitori di Dio e della Chiesa!» — meditò fra sè stesso Wamba, il quale benchè matto, aveva giudizio quanto bastava a non far tali considerazioni in modo d'essere inteso — «Vorrei dunque vedere come son fatti gli ufiziali primarii di Dio e della Chiesa, per esempio i siniscalchi, i cantinieri!»
Fatto nel suo interno questo comentario all'inchiesta del Priore, il buffone sollevò gli occhi verso di lui, e diede tale risposta «Se i Reverendi bramano trovare buon pasto e buon alloggio è lontano di qui poche miglia il priorato di Brinxworth, e a quanto mi sembra, il grado loro gli assicura di esservi accolti con tutto onore; che se mai li dilettasse il consacrare una parte di notte a far penitenza, possono tenersi a quest'altro sentiere, d'onde si va in dirittura al romitaggio di Copmanhurst. Quivi troveranno, non v'ha dubbio, un pio anacoreta, che li fornirà di ricovero nella sua grotta oltre al soccorso d'abbondanti preghiere.»
«Mio caro amico» — soggiunse scotendo il capo il Priore — «se il continuo tintinnar de' sonagli che adornano il tuo berrettone non ti avesse alterata la fantasia, ben capiresti che clericus clericum non decimat; il che vuol dire: le persone di chiesa non si domandano mai ospitalità le une alle altre, e preferiscono il chiederla a' laici per somministrar loro l'occasione di fare opera grata a Dio rendendosi ad un tempo utili e tributando onore ai servi dello stesso Dio.»
«Gli è vero» — prese a dir Wamba — «che comunque io non sia nulla meglio d'un asino, divido nondimeno colla mula di vostra Riverenza, l'onore di portare sonagli. Ma nel mio debole intendimento direi che la carità della nostra santa madre Chiesa, e de' suoi servitori potrebbe anche, siccome tutte l'altre carità, incominciare ad operarsi sopra sè stessa.»