«Chiunque ti chiamerà Sassone, o ser Barone» sclamò Cedric, punto al vivo da questa frase, non però insolita ai Normanni, studiosissimi di dar tutti i possibili contrassegni di disprezzo agl'inglesi originarii «ti farà un onore tanto grande quanto sei tu lontano dal meritarlo.»
Frondeboeuf stava in procinto di rispondere, ma tal briga gli risparmiarono l'arroganza e ad un tempo la leggerezza del Principe.
«In fede mia, o Milordi, il nobile Cedric ha ragione. Egli e la sua discendenza ci sopravanzano per lunghezza di genealogia come per quella de' lor mantelli.»
«Sì» aggiunse Malvoisin «e ci sopravanzano ne' campi, come il capriuolo sopravanza i cani che lo inseguiscono.»
«Oh! hanno infinite ragioni di vantar preminenze sopra di noi» incalzò il priore Aymer «non fosse altro, pe' lor modi nobili e pieni di grazia.»
«E che dite della segnalata lor temperanza?» interpose il suo motto anche Bracy, non ricordandosi in quel momento che, giusta i divisamenti ideati dal Principe, stava per isposare una Sassone.
«E dove lasciate il coraggio?» continuò Brian di Bois-Guilbert. «Chè ne fecero sì bella mostra e nella giornata d'Hastings e in altre giornate!»
Intanto che i cortigiani seguendo l'esempio del Principe gareggiavano nel far ridere a costo di Cedric, il Sassone divenuto rosso dall'ira, li guardava torvo un dopo l'altro, com'uomo cui la rapidità, onde le costoro ingiurie si succedeano, non davano il tempo di rintuzzarle volta per volta, e simile a furioso toro, che attorniato da' cani mossi contro di lui, esita nello scegliere la prima vittima di sua vendetta. Finalmente si volse al principe, siccome a primo autore dell'oltraggio cui sopportava, e tai furono gli accenti che con voce fatta tremula dallo sdegno ad esso indirisse.
«Sieno quai che si vogliono i difetti o i vizi della nostra stirpe, un Sassone sarebbe stato considerato un vero nidering[19]» epiteto di disprezzo il più enfatico fra quella gente «se nel suo castello ed alla sua mensa avesse usato al proprio ospite quel trattamento, che vostra Altezza comporta mi venga usato quest'oggi; e comunque grandi possano essere le sconfitte che i nostri maggiori soffersero nelle pianure di Hastings, dovrebbero almeno starsi zitti coloro» e in questa squadrava col guardo Frondeboeuf e il Templario «che poche ore fa perdettero sella e staffa contro la lancia d'un Sassone.»
«Affè che la botta è viva!» disse il principe. «Che ne dite, miei Signori? I nostri sudditi sassoni fan coraggio. Motteggiano, e si vanno emancipando in questi momenti di pubblica agitazione. In verità! Credo che a noi non rimanga miglior partito d'imbarcarci su i nostri vascelli, e raggiungere immantinente le coste della Normandia.»