„ Mi rallegro, soggiunse Ravenswood. Continuando a tenervi in esercizio, vi prometto che diverrete un abilissimo saettatore. „
„ Me lo va dicendo anche Normanno. Ma sappiatelo bene, che se non mi esercito di più, non è colpa mia. Per me, non farei altro dalla mattina alla sera; ma è colpa del papà, del maestro, che mi gridano, e qualche volta anche di miss Lucia. Guardate! Vuol darsi l'aria di chiamarmi sfaccendato. Ella poi non lo è quando le passano, senza avvedersene le ore intiere in riva alla fontana, purchè possa trovarsi vicina ad un bel giovinotto che le conti galanterie! É cosa che le è accaduta una ventina di volte; potete credermelo, ser Edgardo. „
Nel parlar così, Enrico fisava gli occhi sulla sorella, perchè non era privo affatto di malignità il suo cicaleccio, ed avea bastante discernimento per accorgersi di farle dispetto benchè il vero motivo di tal dispetto non comprendesse.
„ Via, via, sorella cara! soggiunse indi, non ho avuta intenzione di darti disgusto; tutto ciò è stato scherzo, e se ho detto qualche cosa che ti dispiaccia, son pronto a disdirmi; benchè per verità qui non si trova che il sere di Ravenswood, al quale non può importar nulla, se tu avessi anche un centinaio di spasimanti. „
Ed in vece, il non si mostrare di mal umore in udendo tali propositi, era tutto lo sforzo che il sere di Ravenswood potesse imporre a se stesso. Egli avea certamente quanta ragionevolezza era d'uopo per dare il valore, che meritavano, ai discorsi di un viziato ragazzo, sollecito di ferir sua sorella in quel lato, ove sembravagli ch'ella dovesse più fortemente sentir la puntura. Nè l'indole di Ravenswood era tale, che si abbandonasse con impeto alle prime impressioni, benchè fosse tenace di quelle che a scolpirsegli nell'animo pervenivano. Nondimeno le ciance del giovine Asthon valsero a mettergli in seno un germe di vaghi sospetti, e una tentazion di temere che da' vincoli ai quali erasi assoggettato coglierebbe il sol frutto di vedersi, a guisa dei prigionieri dei Romani, trascinato dietro al carro trionfale di un vincitore avido unicamente di soddisfare l'orgoglio a spese del vinto. Questa paura, lo ripetiamo, non aveva il menomo fondamento, nè può dirsi che Ravenswood la concepisse sul serio. Gli bastava considerar gli occhi di Lucia per non poter serbare il più lieve sospetto sulla sincerità di quel cuore. Nondimeno la naturale alterezza, rendendogli più penoso il sentimento della sua povertà, ne facea l'animo più accessibile a quei sospetti, che, come indegni di se medesimo, avrebbe in circostanze più felici disprezzati e banditi. Giunsero al castello, al vestibolo del quale trovavasi ser Guglielmo, cui fatto avea qualche senso di maraviglia la lunghezza di questo passeggio.
„ Se Lucia non fosse stata così bene accompagnata, diss'egli, il mio cuore non sarebbe stato senza forti inquietudini, e avrei mandato alla capanna di Alisa per intendere qualche notizia; ma col sere di Ravenswood, con un uomo sì valente e sì generoso, io sapea che mia figlia non correva verun pericolo. „
Lucia cercò di allegar qualche scusa per giustificare una sì lunga lontananza; ma provando un rimorso interno nel ricorrere ai sutterfugi, le mancarono le parole alla metà della prima frase che aveva incominciata. Ben venne in soccorso di lei il sere di Ravenswood sforzandosi di compire in qualche modo la spiegazione architettata da Lucia; ma provò l'imbarazzo medesimo, simile ad uomo che volendo liberare il compagno da un pantano, ove questi trovisi a mezza vita, vi affonda dentro egli stesso.
Ognuno immagina che la confusione dei due amanti non isfuggì agli sguardi acuti dello scaltrito giureconsulto, avvezzo, in virtù della sua professione, a seguire la natura umana per tutti i segreti suoi anditi; ma non era nelle mire politiche di costui il far sembiante d'accorgersene. Bramava vedere Edgardo di Ravenswood compiutamente avvinto, rimanendo egli in perfetta libertà; nè avvisò un istante solo, che Lucia, partecipe della passione, che a seconda delle speranze di lui inspirava, avrebbe, nel momento più conclusivo, sconcertati tutti gli stratagemmi di quella colpevol politica. Non dissimulava a se medesimo la possibilità che Lucia concepisse per Ravenswood alcuno di que' sentimenti che romanzeschi venivano da lui chiamati, nè l'altra possibilità che questi sentimenti si trovassero in contraddizione o colle circostanze avvenire, o colla volontà positiva e assoluta di lady Asthon. Ma, nella sua immaginazione, era facil cosa il cancellarli dall'animo della figlia, mediante un viaggio a Edimburgo, o anche a Londra, o col dono di una nuova guernizione di merletti, o finalmente collo schierarle in prospettiva una mezza dozzina di amanti, solleciti di tenere nel cuor di Lucia le veci dell'uomo che se ne era impadronito, e al quale le si volesse prescrivere di rinunziare. Considerate adunque le cose sotto tutti gli aspetti, egli credeva in quel momento cosa migliore pei proprj vantaggi il favorire, anzichè porle ostacoli, l'inclinazione mutua dei due amanti.
E quando poi si facea a considerare le cose nel punto più favorevole, le nozze di sua figlia col sere di Ravenswood non gli sembravano nè impossibili, nè da disdegnarsi. Estinguevano un odio di famiglia che non lo lasciava privo d'inquietudini, confondeano gl'interessi della casa di Ravenswood con quelli della propria famiglia; sedavano qualche segreta rampogna della sua coscienza, e gli assicuravano per genero un tale, in cui ravvisava, e ingegno, e prerogative bastevoli per innalzarsi alle prime dignità dello Stato. In tali pensieri lo confermò una lettera che avea ricevuta in quella mattina, e fu premuroso di farne partecipe Edgardo.
Questa lettera gli era stata arrecata da un messaggero, spedito da quell'amico a noi noto, che operava sott'acqua per assicurare il buon successo della fazione de' patriotti, capo della quale era l'uomo che inspirava maggior terrore al lord Cancelliere, l'operoso ed ambizioso marchese di Athol. Athol, come vedemmo, non avrebbe avuto disgusto di condurre sotto i proprj stendardi ser Guglielmo Asthon, e aveva incaricato il precitato negoziatore di esplorarne cautamente i pensieri. Questi per verità, e parimente il vedemmo, non riuscì ad ottenere dal lord Cancelliere una risposta diretta e favorevole, ma ne fu pazientemente ascoltato, e quando partecipò l'esito delle operate pratiche al suo commettente, il Marchese, esclamò citando l'antico adagio francese: Château qui parlemente, et femme qui écoute, sont bien près de se rendre; poichè gli sembravano soggetti di un buon paragone, un uomo di Stato che si lascia proporre partiti di cambiamento nel sistema dell'amministrazione, un castello che viene a parlamento, e una donna che ascolta; e risolvè quindi di stringere il blocco al lord Cancelliere.