Al qual tratto di preghiera Bucklaw volse un'occhiata maligna su Craigengelt che inteso a far risalire un manichino che veniva troppo in giù, fe' vista di non accorgersi di quanto il buon ministro avea detto.
Nè il buon ministro dimenticò o ser Guglielmo, o la Milady, o verun altro della famiglia Asthon, che anzi chiedendo grazie al cielo per tutti questi, conchiuse una preghiera in cui tutti gli astanti erano stati compresi; eccetto il capitano Craigengelt, forse perchè il pio Presbiteriano ne credea disperata cosa la redenzione.
Si venne all'affar principale per cui quell'assemblea si era adunata. Con aggiustatezza e gravità ministeriale, ser Guglielmo pose il primo la sua sottoscrizione; indi lady Asthon con aria di trionfo: poi in tuono di militare indolenza il colonnello; e Bucklaw; dopo avere sottoscritte tutto le pagine con altrettanta celerità quanta Craigengelt ne mettea nel voltarle, nettò la penna sulla cravatta nuova di questo ragguardevole personaggio.
Giunto finalmente per miss Asthon lo istante di sottoscrivere, la zelante madre la condusse verso la tavola, avendo grande cura di additarle tutti i luoghi ove la misera donzella doveva porre il suo nome. Al primo tentativo che questa fece per iscrivere stava per valersi di una penna non anche immersa nell'inchiostro; e poichè la madre l'ebbe fatta accorta della distrazione occorsale, non trovava, benchè le fosse dinanzi, il calamaio, onde lady Asthon dovette incaricarsi anche di tale briga.
Io medesimo ho veduto questo fatale contratto. Il nome di Lucia Asthon trovasi in carattere assai distinto, benchè si ravvisi che fu vergato da una man tremebonda, a piedi di ciascuna pagina. Sol l'ultima sottoscrizione non è quasi leggibile, e la stanghetta che attraversa la t della parola Asthon copre le altre lettere in guisa da lasciare in dubbio, se realmente Lucia avesse avuta l'intenzione di cancellarla. La qual cosa potrebbe essere derivata dall'essersi udito allora il calpestio d'un cavallo, che venendo di gran galoppo si fermò innanzi alla porta. Nel medesimo tempo si udì un uomo camminar nel vestibolo, e una voce imperiosa che rispondea con disprezzo ai servi, i quali voleano impedire l'ingresso nella sala all'uomo da cui questa voce veniva.
„ É desso, sclamò Lucia, è giunto! „ così dicendo si lasciò cadere di mano la penna.
CAPITOLO XI.
„ L'imperïosa voce assai mi dice
„ Qual sia chi giunge. A me porgete un brando!