Io bevo l'aria a me d'innanzi e torno prima che il vostro polso abbia battuto due volte!
Exit.
GONZALO.
Tutti gli stupori e tutti i tormenti e le angosce ed i terrori sono qui radunati. Che un potere celeste, ora ci guidi pur da queste spaventose contrade!
PROSPERO.
Guarda, o Sire: Prospero il duca espulso di Milano. Per mostrarti che quei che ora ti parla è un principe vivente, ecco io ti abbraccio e a te, come ai compagni tuoi dal cuore v'auguro il benvenuto.
ALONZO.
Io non so dire se tu sia quello, o se non sei più tosto qualche incantato spirito, che debba trarmi in inganno anche una volta come già lo fui poco fa. Ti batte il polso qual di carne e di sangue e fin da quando ti ho visto, sento indebolirsi il grave tormento del mio spirito, che—temo— sia da follia percosso. Tutto questo se non è finzion, certo promette una assai strana storia. Il tuo ducato io ti rendo e il perdon chiedo al mio fallo. Ma come mai Prospero è vivo e come sì trova qui?
PROSPERO
a Gonzalo.