ARIELE

cantando.

A ben cinque braccia nel mare
tuo padre si giace sepolto:
coralli son l'ossa,
son gli occhi due perle nel volto.
Ma niente di lui sarà vano
che per un incanto del mare
dovrà trasformarsi in qualcosa
di ricco e di strano.

O ninfe del mare intonate per lui, d'ora in ora il lamento.

Si ode suono di campane.

Din-don le campane—le sento Din-don le campane!

Di nuovo il suono di campane.

FERDINANDO.

Quel canto di mio padre annegato racconta. Non è cosa mortale e non è suono che alla terra appartenga. Or lo sento sopra me!

PROSPERO