Tacque, in attesa, ma Quain deliberatamente non rispose.

«Potresti anche rispondermi, Sam», insistette Barbee con asprezza. «Lavoro per un giornale, ricordatelo, e so come si fa a scoprire quello che si vuol tenere nascosto. Io scoprirò quello che nascondi, con o senza il tuo aiuto!»

Sam Quain socchiuse gli occhi e il pomo d’Adamo gli salì e scese come a fatica sulla gola.

«Non sai in che pasticcio vuoi andare a cacciarti», disse a un tratto con voce bassa e dolente. «Possibile che tu non possa lasciarci tranquilli in questa fac­cenda... finché resta ancora un po’ della nostra amicizia? Cerca, per una vol­ta tanto, di scordarti il mestiere che fai!»

«Ma io non sono qui per lo Star »,spiegò Barbee. «Il giornale non s’interes­sa alla cosa. Ma accadono fatti che io non riesco a capire. Debbo risolvere alcuni enigmi, Sam, che rischiano di farmi perdere la ragione!»

Per un istante la voce gli venne a mancare.

«So che tu e gli altri avete paura di qualche cosa, Sam. Se no, non avreste preso tutte quelle precauzioni per proteggere Mondrick all’aeroporto. E non avresti trasformato questo edificio in una fortezza... Qual è il pericolo, Sam?»

Cocciuto, Quain scosse il capo.

«È meglio che non ci pensi più, Will. La risposta non ti farebbe più felice...»

Barbee si alzò tremando dal tavolo.