«Allora andiamo», disse lei, salendogli in groppa: era senza peso per la sua nuova forza illimitata. Percorsero così Main Street fino a Center Street e proseguirono verso la campagna. La luna tramontava e nel cielo limpido e freddo brillavano le costellazioni autunnali. Ma anche alla blanda luce delle stelle Barbee poteva vedere tutto distintamente: ogni roccia e ogni cespuglio sui margini della strada.

«Presto, Will», lo spronò April, premendo le ginocchia contro i suoi fianchi possenti. «Dobbiamo raggiungerli sul Sardis Hill.»

Accelerò il passo, godendo del suo immenso potere, esultando del limpido gelo dell’aria, dei buoni odori di terra e di vita che gli sfioravano le nari, della calda levità della donna sul suo corpo. Ora sì che la sua vita era piena! April Bell lo aveva ridestato, lo aveva salvato da una morte squallida e lenta, ogni giorno più vera.

«Più presto!», ansimò April.

La buia pianura e i piedi delle colline fuggivano ai loro lati come una nube volante. Ma quando la strada cominciò a snodarsi sui fianchi dei colli più elevati, tra nere chiazze boscose, anche il suo cuore possente cominciò a palpitargli dolorosamente. Riconosceva i luoghi. Il padre di Sam Quain ave­va un piccolo ranch da quelle parti, che poi era stato venduto dopo la sua morte. E Barbee e Sam andavano a caccia per quei boschi.

I suoi fianchi pulsavano con forza, all’unisono col suo fiato anelante.

«Mancheranno ancora una trentina di chilometri a Sardis Hill», protestò. «E la salita è ripida.»

«Lo è ancora di più per la macchina del tuo amico... E poi c’è un motivo perché lo si debba raggiungere sul Sardis Hill.»

«Quale?»

«Noi non siamo mai così forti come ci sembra, in questo stato di libertà fisica. Perché i nostri veri corpi sono stati abbandonati solo in parte e il no­stro complesso mentale può attingere solo alle energie causali che può strap­pare agli atomi dell’aria, o di altre sostanze, mediante il circuito delle proba­bilità. Tutto il nostro potere sta nel controllo delle probabilità e noi dobbia­mo colpire là dove quel controllo si rivela opportuno.»