Scosse l’immensa testa felina, intollerante di quelle complicazioni teoriche. I paradossi della fisica matematica lo avevano sempre sbalordito, e ora gli bastava la consapevolezza della sua attuale potenza vitale, senza aver la curiosità di conoscerne la causa atomica.
«Quali probabilità?», volle sapere.
«Rex Chittum è al sicuro da noi, finché guida l’automobile con prudenza su un rettifilo pianeggiante... Quain deve averlo istruito e messo in guardia, e la probabilità che noi gli si possa fare del male è troppo esigua perché si possa afferrarla. Ma se corri», e le mani della donna si afferrarono alla sua fulva pelliccia, «in modo da raggiungerlo sul Sardis Hill, le probabilità ch’egli muoia si accresceranno enormemente quando si avvierà giù per quella doppia curva... Sento queste cose, e lo so: Rex Chittum ha paura. Accelererà troppo, malgrado gli avvertimenti di Quain.»
April si distese sulla sua lunga groppa tigrata.
«Più presto!», urlò nel vento della corsa che le fischiava alle orecchie. «Più presto, e uccideremo Rex Chittum sul Sardis Hill!»
Rabbrividì sotto di lei, mentre si tendeva in uno sforzo gigantesco per raggiungere il massimo della velocità. Ora si vedevano i primi pini, e Barbee ne aspirò la pura fragranza, mentre i suoi occhi potevano distinguere ogni ago, ogni frutto, nitidamente, nella fievole luce degli astri.
Infine, al di là della pineta, le rosse luci posteriori d’una macchina ammiccarono un paio di volte prima di scomparire.
«Laggiù!», esclamò la ragazza. «Raggiungiamolo, Will!»
Ancora uno sforzo, che tese i suoi lunghi muscoli fino a procuragli un dolore atroce e trasformò i suoi polmoni in due mantici lancinanti, e la strana coppia fu a pochi metri dai fanali rossi. L’auto arrancava lenta sul tratto più duro della salita che portava su, al passo di Sardis Hill. Era la piccola macchina convertibile, vide, che Nora aveva comperato durante l’assenza di Sam. La cappotta era aperta, malgrado il freddo della notte: Barbee ricordava, infatti, che non funzionava bene. Chino sul volante, rinfagottato in un gran cappotto nero, Rex Chittum aveva palesemente freddo e paura.
«Bravo, Will», lodò April. «Ora seguiamolo così, da vicino, fino alla curva.»