Ma nonostante il suo turbamento era riuscito a leggere il monogramma in­ciso sull’astuccio d’oro: una P e una T intrecciate. E il sigaro era della stessa marca straniera che Troy gli aveva offerto ultimamente dopo averlo chiama­to nel suo ufficio.

Barbee aprì la porta a fatica, cercò di allontanare dal proprio volto l’espres­sione di amaro risentimento che sentiva e si voltò per salutare la ragazza. Lei lo stava guardando, ritta sulla soglia, col fiato sospeso. Forse la luce oscura dei suoi occhi era soltanto pietà, ma lui vi scorse uno scintillio segreto di sarcasmo. La vestaglia verde s’era dischiusa ancora un po’, rivelando la pelle candida, e la sua bellezza lo ferì come una lama che gli attraversasse le carni. Le pallide labbra di lei gli rivolsero un piccolo sorriso, mentre gli dicevano:

«Will, non te ne andare! Ti prego, Will...».

Ma lui se n’era andato. Non poteva sopportare la pietà che vedeva, o il sarcasmo che immaginava; quel grigio mondo di dubbio e di sconfitta e di sofferenze era diventato troppo forte per lui.

Per le scale, scaraventò il sigaro per terra e lo stritolò sotto il piede, e senza preoccuparsi dell’uomo dietro il banco, giù nel vestibolo, uscì dalla porta col suo passo barcollante. Sì, pensò ad alta voce, forse ha ragione, forse l’unica cosa da fare è andare dal dottor Glenn.

Non aveva nessuna simpatia per istituti psichiatrici e simili, ma Glenn godeva fama nazionale e il giovane dottor Archer Glenn, come già suo padre, era riconosciuto come un eminente pioniere della nuova psichiatria. Time,ricor­dò Barbee, aveva dedicato tre colonne alle sue ricerche nel campo della cor­relazione tra anomalie fisiche e anomalie psichiche e alle sue brillanti inno­vazioni, quando prestava servizio nella Marina durante la guerra, alla rivolu­zionaria tecnica psichiatrica della narcosintesi.

Come già il padre, Glenn, sapeva Barbee, era un convinto materialista. Il vecchio Glenn era stato grande amico del famoso Houdini, e fino alla morte la sua passione dominante era stata l’osservazione e lo smascheramento dei falsi medium, astrologi e veggenti d’ogni specie.

Il figlio continuava la campagna paterna: Barbee era stato a sentire varie sue conferenze per conto dello Star,conferenze in cui il giovane scienziato aveva attaccato ogni culto pseudoreligioso fondato su spiegazioni pseudo­scientifiche del soprannaturale.

La mente, secondo il motto di Glenn, non era che una funzione squisita­mente corporea. Quale migliore alleato?

13.