Barbee sedette, muto e a disagio.

Glenn sedette a sua volta e si mise a battere una sigaretta, con noncuranza, sull’unghia del pollice. Emanava da lui un’aria di fiducia e di serenità, quanto mai rassicuranti.

«Fuma?», disse Glenn. «E quali sarebbero i suoi disturbi?»

Prendendo coraggio dalla calma dell’uomo, Barbee annunciò in tono dram­matico:

«Stregoneria!».

Glenn non parve né sorpreso né impressionato; aspettava il resto, semplice­mente.

«O sono stato stregato», riprese Barbee disperatamente, «oppure vuol dire che sto perdendo la ragione.»

Glenn esalò una nube di fumo leggero.

«Mi racconti le cose per benino, se crede.»

«La cosa è cominciata lunedì sera, all’aeroporto», iniziò Barbee, prima cau­tamente, poi con un senso crescente di benessere. «Quella ragazza dai capelli rossi ha attaccato discorso, mentre aspettavo l’arrivo dell’aereo della spedi­zione Mondrick...»