«È proprio questo che mi fa diventare matto», rispose Barbee, cercando di scoprire la minima reazione sotto la maschera di deliberata indifferenza del­lo psichiatra. «Tutto potrebbe essere pura coincidenza... ma lo è? Ma come posso avere saputo della morte di Chittum prima che qualcuno me lo dices­se?»

Glenn staccò le punte delle lunghe dita e cominciò a battere un’altra siga­retta sull’unghia del pollice.

«Spesso, signor Barbee, la mente ci inganna. Sotto stimoli di cui non siamo consapevoli, può accaderci di deformare i particolari delle cause e degli ef­fetti. Questi errori di ragionamento non sono necessariamente prova di fol­lia. Freud ha scritto tutto un libro sulla psicopatologia della vita quotidiana.» Indolente, accese la sigaretta con un accendino d’oro. «Vediamo di studiare con calma il suo caso, signor Barbee... senza tentare diagnosi estemporanee. Lei ha speso troppe energie, credo, in un lavoro per il quale non è esatta­mente tagliato. Ha ammesso di bere più di quanto possa assimilare. Deve essersi pur reso conto che una vita di questo genere doveva finire con un collasso, in un modo o nell’altro.»

Barbee s’irrigidì.

«Dunque, lei ritiene che io sia... pazzo?»

Glenn scosse la testa ben fatta.

«Non ritengo nulla di simile, e ho l’impressione che lei attribuisca un peso eccessivamente emotivo al problema della sua sanità mentale, signor Barbee. La mente non è una macchina e le condizioni mentali non sono tutte in bianco e nero. Un certo grado di anormalità mentale è completamente nor­male, infatti... e la vita sarebbe intollerabilmente monotona e piatta senza questa punta di anormalità.»

Barbee ebbe un guizzo di penosa incertezza.

«Per cui», continuò Glenn, imperturbabile, «evitiamo di arrivare a conclu­sioni troppo affrettate, prima di un attento esame fisico e psichiatrico.» Crol­lò il capo, gettando nel portacenere la sigaretta non accesa. «Potrei forse aggiungere, a ogni modo, che la signorina Bell la sconvolge evidentissima­mente... e che lo stesso Freud descrive l’amore come una normale insania.»

«E questo che cosa significherebbe?», domandò Barbee sogguardandolo con diffidenza.