«Sono un uomo razionale, signor Barbee, e respingo ogni teoria soprannaturale come superstizione. Il mio razionalismo si fonda esclusivamente su dati scientifici dimostrati in via sperimentale. Ma credo nell’inferno.»
Il bruno psichiatra sorrise.
«Perché ogni essere umano si fabbrica il suo piccolo inferno privato e lo popola con demoni di sua invenzione, che lo tormentino per i suoi peccati segreti, immaginari o reali che siano. È affar mio esplorare questi inferni individuali e smascherarne i diavoli per quel che sono. Di solito si rivelano meno terrificanti di quanto non sembrassero. Il Lupo Mannaro e la tigre dai denti a sciabola dei suoi sogni sono i suoi demoni privati, signor Barbee. Spero che le appaiano già meno terribili, ora.»
Ma Barbee crollò il capo.
«Non so... ma quei sogni sono stati d’una realtà impressionante.» E quasi con furore soggiunse: «Dottore, lei è maledettamente abile, ma in questo caso non si tratta di semplici allucinazioni create dal subcosciente. Sam e Nick stanno montando la guardia a qualcosa che ignoro, chiuso in quella cassa. Stanno ancora combattendo una battaglia accanita contro... non so che cosa. Sono amici miei, dottore». Parve sul punto di scoppiare in pianto. «Voglio aiutarli, non essere lo strumento dei loro nemici.»
Glenn annuì, soddisfattissimo.
«La sua stessa veemenza tende a confermare l’attendibilità della mia interpretazione, sebbene debba pregarla di non dare troppo peso ai miei commenti improvvisati in questa seduta, che è soltanto esplorativa.» Piegò il corpo da una parte per lanciare un’occhiata all’orologio. «Questo è tutto il tempo che possiamo concederci per oggi. Se desidera restare a Glennhaven, possiamo rivederci domani. Penso che farebbe bene a prendersi un paio di giorni di riposo, prima di cominciare in modo organico i nostri rapporti clinici.»
Fece per alzarsi e avviarsi verso la porta, ma Barbee non si mosse dalla sua poltrona.
«Resto, dottore». La sua voce tremava come d’impazienza. «Ma c’è un’altra domanda che devo farle subito.» Scrutò il volto sereno e abbronzato di Glenn. «April Bell mi ha detto di averla consultata una volta. È forse dotata di poteri... soprannaturali?»
L’alta figura del medico si alzò lentamente dalla poltrona.