Ma non rimproverò l’animale, notò Barbee. Il bestione restò immobile ac­canto alla gonna nera della donna; digrignando silenziosamente i denti, e fissava April con i minacciosi occhi gialli. Pallida e tremante, la ragazza si stava ritraendo verso la sala d’aspetto.

«Quel dannato cagnaccio!» Una donna piccola e magra, dal profilo sottile, si staccò dal gruppo più avanti e si mise a dire con voce querula: «Ha visto, signora Mondrick, che avevo ragione a consigliarle di non portarlo? Sta di­ventando feroce. Finirà per ammazzare qualcuno!»

La cieca accarezzò con calma la testa del suo cane; poi, preso il collare nella mano, passò le dita sopra le grosse borchie d’argento. A Rowena, ricordò Barbee, era sempre piaciuto straordinariamente l’argento.

«No, signorina Ulford», rispose dolcemente; «Turk è stato addestrato a di­fendermi, e io lo voglio sempre con me. Non si avventa mai su nessuno, a meno che non si tenti di farmi del male.» Tese ancora l’orecchio al rombo lontano. «Non è ancora atterrato l’aereo?»

A Barbee non era parso che April avesse fatto alcun gesto minaccioso. Stupito, tornò al fianco della ragazza dai capelli rossi, che stava accarezzan­do il gattino nero e gli mormorava dolcemente:

«Buono, buono, piccolino, quel cagnaccio cattivo non ci vuol bene, è vero, ma noi non abbiamo paura...»

«Sono dolente dell’accaduto», le disse Barbee impacciato. «Non avrei mai immaginato che potesse accadere una cosa simile.»

«Colpa mia, collega», gli sorrise April. «Non avrei dovuto portare il povero Fifi così vicino a quella specie di belva.» Gli occhi verdi lampeggiarono. «E grazie per averla trattenuta per il guinzaglio.»

«Turk non si è mai comportato così», rispose il giornalista. «La signora Mondrick ti fa le sue scuse...»

«Sì?» April Bell osservò di traverso la cieca, con occhi privi di qualsiasi espressione. «Non parliamone più. L’aereo sta atterrando, e tu non mi hai ancora detto nulla degli altri.» E accennò col mento al gruppetto di persone, da cui la signora Mondrick stava un poco appartata quando le si erano avvi­cinati.