«Quella donnetta piccola e magra è la signorina Ulford, governante di Rowena; ma siccome sta sempre male, è Rowena che praticamente la assiste.»
«E gli altri?»
«Il vecchio che si sta accendendo la pipa è Ben Chittum, nonno di Rex e suo unico parente. Ha un’edicola-libreria in fondo a Center Street, proprio di fronte al palazzo dello Star. È lui che ha permesso a Rex di fare l’università, finché Mondrick non gli ha procurato una borsa di studio.»
«E gli altri?»
«L’uomo infagottato in quel cappotto che gli tocca i piedi è il padre di Nick Spivak, e la donna bruna dalle arie regali è la madre. Hanno una sartoria a Brooklyn, e Nick è il loro unico figlio. Sono stati molto in ansia, da quando Nick è partito per la spedizione. Mi hanno scritto decine di lettere chiedendomi se sapessi qualche cosa. Hanno preso l’aereo stamane; forse Nick li ha avvertiti con un telegramma. Gli altri sono amici, colleghi dell’Istituto, il professor Fisher della facoltà di antropologia dell’università, e il dottor Bennett, che ha sostituito Mondrick durante la sua assenza.»
«Chi è quella bionda procace?», domandò April improvvisamente. «Se non sbaglio ti sta sorridendo.»
«È Nora», rispose Barbee a bassa voce. «La moglie di Sam Quain.»
Aveva conosciuto Nora la stessa sera in cui l’aveva conosciuta Sam, a una festa di studenti a Clarendon. Quattordici anni non avevano offuscato la luce cordiale dei suoi occhi; sorridente, ora, la matura madre di famiglia in attesa del marito appariva altrettanto entusiasta quanto la matricola di allora, eccitata dal primo contatto con il mondo universitario.
Barbee andò verso di lei con April Bell, e Nora a sua volta venne loro incontro, tenendo per mano la sua piccola Patricia, una bimba di cinque anni.
«Nora, ti presento April Bell, della redazione del Call. Attenta a quel che dici, perché ogni tua parola potrebbe essere citata sul giornale contro di te.»