«Tieni il resto».
Il ragazzino gli porse una copia e ne gettò un’altra verso la porta alle sue spalle, poi si allontanò pedalando; ma non senza avere lanciato, prima, un’occhiata penetrante alla vestaglia rossa.
In gran fretta, Barbee aprì il giornale e i neri caratteri del titolo lo colpirono come una mazzata:
UNA MALEDIZIONE PREISTORICA O UN ASSASSINO IN CARNE E OSSA FA LA SUA TERZA VITTIMA
Nicholas Spivak, 31 anni, antropologo dell’Istituto di Ricerche, è stato trovato cadavere stamane ai piedi della torre dell’Istituto, mentre una finestra era aperta al nono piano della torre. Il cadavere è stato trovato da due guardie speciali, assunte dall’Istituto dopo che la morte aveva colpito due altri scienziati della Fondazione nel corso della settimana.
Una maledizione preistorica perseguita forse i membri della spedizione tornati recentemente a Clarendon dai tumuli della Mongolia? I membri superstiti della spedizione smentiscono qualsiasi voce relativa a cose particolarmente misteriose che avrebbero dissotterrato dai presunti luoghi d’origine del genere umano, in quello che è oggi il deserto dell’Ala-shan, ma la morte di Spivak porta ora a tre il numero delle vittime tra coloro che parteciparono alla spedizione.
Si cerca il dottor Samuel Quain, altro membro dell’Istituto, per informazioni in merito alla morte di Spivak, a quanto dichiarano il capo della polizia Oscar Shay e lo sceriffo T.E. Parker, secondo i quali la sua testimonianza dovrebbe gettare nuova luce sulle bizzarre coincidenze dei precedenti decessi.
Ridendo della teoria relativa alla maledizione, Shay e Parker hanno lasciato intendere che una cassa dipinta di verde, portata dagli esploratori dall’Asia, potrebbe contenere una spiegazione meno misteriosa, ma più sinistra, dei tre decessi. Si ritiene che Quain fosse solo con Spivak nella stanza della torre, da cui le autorità di polizia dichiarano che cadde o fu gettato, schiacciandosi al suolo.
Il giornale sfuggì tra le dita intirizzite di Barbee. Pure, Quain non poteva essere l’assassino. Era impensabile.
Un assassino, tuttavia, doveva pur esserci. Con la morte di Rowena, ormai le vittime salivano a quattro. Un cervello spietato sembrava essere all’opera, spietato e fornito di poteri soprannaturali: il cervello, ovviamente, del Figlio della Notte. Ammesso che questo nome celasse veramente un’entità pensante.