«Ma quella razza rivale non aveva nulla di scimmiesco», riprese. «Il sentiero dell’evoluzione non procede sempre salendo: i Cromagnon, per esempio, erano esemplari umani migliori di quelli che si possono trovare oggi. L’albero della famiglia umana ha sviluppato bizzarre diramazioni... e quella razza di stregoni», Barbee non poté fare a meno di sussultare, «devono essere stati i nostri più strani cugini.»
La pioggia ora cadeva con un’intensità diluviale con una specie di rombo ininterrotto.
«Per risalire alle vere origini di quella tragedia razziale, bisogna andare ancora più lontano nel tempo, ad almeno mezzo milione di anni fa e anche più... alla prima delle due più importanti ere glaciali del Pleistocene. La prima era glaciale con i suoi intermezzi di clima meno rigido durò quasi centomila anni, e creò il popolo degli stregoni.»
«E avete trovato le prove di ciò nell’Ala-shan?», mormorò Barbee.
«Parzialmente. Sebbene l’altopiano del Gobi non fosse mai stato completamente invaso dai ghiacci... le sue zone desertiche divennero umide e fertili durante le epoche glaciali ed è là che i nostri antenati neolitici ebbero la loro rapida evoluzione. La razza degli stregoni discendeva da un tipo affine di ominidi rimasti prigionieri dei ghiacci nelle regioni più elevate a sud-ovest, verso il Tibet. Mondrick ne trovò resti in una caverna, che aveva scavato prima della guerra, oltre la catena dei Nan-shan. Quello che noi trovammo sotto quei tumuli funebri del deserto, durante l’ultima spedizione, completa la storia, costituendone inoltre un capitolo piuttosto impressionante.»
Barbee fissava come distratto i pesanti fili della pioggia.
«Quelle tribù rimaste prigioniere dei ghiacci seppero affrontare la sfida del ghiacciaio. Ogni secondo i ghiacciai si facevano più alti e minacciosi e la selvaggina era sempre meno numerosa e gli inverni divenivano sempre più duri. O adattarsi alle mutate condizioni o morire. Le tribù seppero sviluppare, col lento passar dei millenni, nuovi poteri mentali.»
Barbee ripensò al Principio di Indeterminazione di Heisenberg, e al circuito che collegava la mente alla materia attraverso il controllo delle probabilità.
«Davvero?», disse. «Quali poteri?»
«Non è facile precisare. Cervelli morti non lasciano fossili nel terreno, capisci. Ma Mondrick era convinto che avessero lasciato tracce nei miti, nel linguaggio e nelle superstizioni. Studiò per molti anni questi ricordi razziali e ha potuto ottenere maggiori prove dopo che ebbero inizio gli esperimenti della Duke University in parapsicologia e metapsichica.»