«Ecco perché sono venuto a rifugiarmi qui, Barbee, invece di difendermi in tribunale. Non posso fidarmi di nessuno. Non posso stare a contatto della gente. In maggioranza sono prevalentemente umani, ma non dispongo di un modo sicuro per distinguere i mostri dagli uomini. Non ho mai potuto essere del tutto certo che Nick o Rex non fossero spie delle streghe. Sembrerà odioso, ma mi sono perfino chiesto se Nora...»
La voce di Quain si spense, portata via da una raffica di vento.
Barbee aveva bisogno di sapere molte cose. Ma sapeva che Sam lo avrebbe ucciso se gli avesse domandato tutte le cose che aveva in mente. Scosse il capo, e disse: «Mi lascerai almeno aiutarti, Sam? Ne ho bisogno, sai. Devo farlo... per non impazzire del tutto, dopo quello che mi hai detto».
Scrutò con disperata tenacia la faccia cupa di Sam: «Non possiamo in qualche modo identificare il Figlio della Notte e denunciare al mondo la razza delle streghe?».
«Era anche l’idea di Mondrick.» Sam scosse il capo. «Avrebbe potuto giovare quattro secoli fa, prima che i clan riuscissero a screditare gli ultimi nemici che loro restavano con l’Inquisizione. Oggi i licantropi nelle università e nei laboratori possono dimostrare che non esiste il popolo dei licantropi. I licantropi che hanno giornali possono ridere e far ridere di chiunque affermi l’esistenza di creature così assurde come le streghe; e altrettanto si dica dei licantropi che siedono nei governi del mondo.»
Barbee vide che il crepuscolo s’addensava sul cielo già oscuro per il temporale. Tra poco sarebbero scese le tenebre e le radiazioni mentali sarebbero state libere di tessere la loro ragnatela. Barbee sapeva che April avrebbe chiamato, e lui avrebbe avuto un’altra trasformazione; sapeva soprattutto che il prossimo a morire sarebbe stato Sam Quain.
«Sam!» E la sua voce aveva una disperazione spasmodica. «Che cosa possiamo fare?»
Sam Quain alzò lievemente la rivoltella, come in un gesto inconscio, e il suo volto era contratto da una profonda riflessività. Gli stanchi occhi incassati dell’esploratore scrutarono Barbee e alla fine Quain annuì.
«Non posso dimenticare l’analisi che Mondrick condusse nei tuoi riguardi», disse. «Non mi piace l’espressione della tua faccia, Barbee, e nemmeno mi piace che tu sia venuto qui. Scusami, se le mie parole possono sembrarti offensive, ma devo proteggermi. Ho bisogno di aiuto, tuttavia, e tu puoi vedere quanto disperatamente.» I suoi occhi si volsero a guardare di scorcio la cassa alle sue spalle. «E perciò ti darò il modo di aiutarmi.»
«Grazie, Sam!», sussurrò Barbee con fervore. «Dimmi quello che devo fare.»