«No, no, convintissimo», s’affrettò a rispondere Barbee. Non era più il momento di confessare che la polizia lo cercava per avere investito Rowena Mondrick. E con la macchina dell’Istituto, lui poteva sempre raggiungere indisturbato Preston Troy. Era forse possibile conquistare quel capitano d’industria brutalmente realistico alla strana causa di Quain. Cercò di nascondere la sua apprensione con un sorriso. Chinandosi sotto il basso tetto della caverna, già pronto ad andarsene, tese la mano a Sam.
«Siamo in due», sussurrò, «contro il Figlio della Notte.»
«Ne troveremo altri... dobbiamo trovarli.» Quain si alzò a sua volta, stancamente. «Perché tutte le leggende che parlano di un’umanità degradata e tormentata da creature malefiche, non sono che ricordi ancestrali del dominio spaventevole delle streghe.» Quain vide poi la mano che Barbee gli porgeva, e la allontanò gestendo con la pistola.
«Scusami, Barbee, ma dovrò prima vederti alla prova. Meglio che tu ti affretti, ora!»
19.
Una nebbia gelida aveva preso il posto della pioggia, ma torrenti di acqua giallastra precipitavano lungo i fianchi del dirupo, e quando Barbee arrivò tutto fradicio all’automobile dell’Istituto, il crepuscolo e la nebbia bagnata s’erano alleati a immergere il mondo circostante nelle tenebre.
Barbee fu costretto ad accendere i fari, ma nessuna lupa bianca balzò in mezzo alla strada per fermarlo, né la sirena della polizia fece sentire il suo lungo ululato. Erano le otto, quando Barbee fermò l’auto sul viale della gran villa del milionario, a Trojan Hills.
Il giornalista conosceva bene la casa per esservi stato altre volte, in occasione di altri servizi speciali voluti dal Presidente. E lo sollevò notevolmente il notare che la sala da pranzo era al buio. Salì le scale, fino al primo piano, dove Troy aveva lo studio, e picchiò alla porta. La voce aggressiva del milionario chiese chi diavolo d’un accidente fosse.
«Presidente, sono Barbee», mormorò il giornalista in tono angosciato. «Ho bisogno di vederla subito... perché non sono stato io a investire la signora Mondrick.»
«No, eh?» Dal tono non si sarebbe detto che Troy gli credesse molto. E dopo una breve pausa: «Avanti».