Qui Glenn approvò con un cenno del capo, come soddisfatto delle sue stes­se parole.

«Ed è vero», riprese, «che l’uomo discende anatomicamente da animali più o meno selvaggi. Noi tutti abbiamo ereditato caratteristiche che non ci servo­no più nella società civile. La mente inconscia sembra talvolta una tenebrosa caverna di orrori e gli stessi fatti spiacevoli sono spesso espressi attraverso il simbolismo della leggenda e del mito. Ed è anche vero che assistiamo con una certa frequenza al ritorno di caratteri ereditari recessivi, veri e propri ritorni atavici molto interessanti.»

Barbee scosse il capo con una specie di contenuto furore. «Ma tutto questo non spiega minimamente il problema delle streghe!», disse esasperato. «Non spiega il circuito di probabilità col quale cercano di assassinare Sam! Io non voglio addormentarmi per poi uccidere Sam Quain, capisce?»

«La prego, signor Barbee», la voce del medico era piena di calda amicizia, «non vuole proprio cercar di capire? La sua paura di dormire non è che la paura dei suoi desideri inconsci, che il sonno libera. La strega dei suoi sogni non può rivelarsi se non per il simbolo del suo amore, di cui si sente colpevo­le, verso la signora Quain, e i suoi pensieri omicidi non sono forse che la naturale conseguenza di un odio inconscio e geloso per il marito.»

Barbee strinse i pugni, squassato da un furore muto.

«Lei ora non può che negare queste idee», riprese Glenn. «Deve imparare ad accettarle, ad affrontarle e a usarle su di una base realistica. Sarà questo il fine della nostra terapia. Non c’è nulla di speciale in tali paure. Tutti i vivi le esprimono...»

«Tutti i vivi», lo interruppe Barbee, «sono tarati dal sangue di strega.»

Glenn assentì affabilmente.

«È l’espressione fantasiosa di una fondamentale verità scientifica. Tutti pa­tiscono gli stessi conflitti interiori...»

Barbee udì dei passi sul viale alle sue spalle e si voltò con un singulto sof­focato di terrore. Non era la sottile lupa bianca, ma soltanto l’equina infer­miera Graulitz e l’atletica Hellar. Guardò con aria accusatrice lo psichiatra.