C’era qualcos’altro, impresso sui tre uomini che lo seguivano scendendo la passerella. Barbee si chiese se non fossero tutti vittime di una malattia. Il volto pallido e massiccio di Mondrick, sotto il casco coloniale macchiato e pesto, era un ammasso di carne flaccida e tremolante. Forse la sua vecchia asma, o il cuore, lo avevano minato in quei due anni.
In un momento come quello, uomini della loro condizione, anche se malati, avrebbero dovuto sorridere; erano invece tutti terribilmente seri e accigliati, come rosi da una segreta angoscia.
Nick Spivack e Rex Chittum seguivano il vecchio Mondrick. Anche i loro abiti kaki erano logori e macchiati. Rex non poté non udire il saluto gridatogli con voce tremante dal vecchio Ben Chittum in mezzo al gruppo di familiari, davanti all’edificio della stazione, ma non fece segno di risposta.
Lui e Nick portavano una cassa rettangolare, verniciata di verde, con attaccate due maniglie di cuoio. Era rinforzata da molte fasce di metallo, e un grosso lucchetto la chiudeva. Sembrava pesantissima, tanto che i due uomini che la portavano parvero a un tratto perdere l’equilibrio.
«Attenti!», s’udì gridare la voce di Mondrick. «Ci mancherebbe altro che dovessimo perderlo proprio ora!»
L’antropologo corse accanto alla cassa e tese le braccia per aiutarli a raddrizzarla. Non la lasciò fino a quando non fu portata sana e salva fino a terra; e, anche allora, non ne staccò la mano, mentre diceva ai suoi due collaboratori di portarla verso il gruppetto dei giornalisti.
Quegli uomini avevano paura. Traspariva da ogni loro gesto. Non tornavano come vincitori, ma come uomini condannati a fare qualcosa che li riempiva di terrore.
«Sarei proprio curiosa di sapere che cosa hanno trovato», mormorò April, mentre i suoi occhi si socchiudevano, incupendosi.
«Non so; ma qualunque cosa abbiano trovata», rispose Barbee, «non sembra dar loro molta gioia. Un fanatico religioso potrebbe credere che i loro scavi li abbiano portati sull’orlo dell’inferno.»
«No», rispose la ragazza; «gli uomini non hanno tanta paura dell’inferno.»