«Will, chi è?»

«Una giovane cronista alle sue prime armi in un giornale della sera. L’ho conosciuta stasera, non l’avevo mai incontrata prima. Turk non ha avuto l’a­ria di trovarla di suo gradimento, ma a me pare molto in gamba.»

«Non è possibile!», protestò la cieca, e poi, implorante: «Annulla il tuo im­pegno, Will! O almeno rimandalo di qualche ora, dopo che ti avrò parlato. Te ne prego, Will!»

«Non puoi immaginare quanto mi dispiaccia», rispose lui, terribilmente a disagio, «ma davvero non posso, Rowena.» Una punta di irritazione gli ina­sprì la voce, contro la sua volontà. «Anche se a te e al tuo cane non piace, per me è una ragazza interessante.»

«Quella ragazza non mi piace, è vero», rispose Rowena con calma, «e per un’eccellente ragione, che conto dirti appena verrai a trovarmi. Perciò ti pre­go di farti vivo il più presto possibile.»

Non avrebbe saputo dirle, lui, per quali e quante ragioni si sentisse attratto da April Bell; non le sapeva precisamente nemmeno lui. Ma un’onda di pietà per quella povera donna cieca e nuovamente colpita dalla tragedia lo spinse a dirle pentito:

«Stai tranquilla, Rowena. Verrò al più presto. Sii certa della mia amicizia».

«Stai attento, Will!», lo ammonì di nuovo la vecchia signora. «Guardati da quella donna, stasera. Perché sono certa che trama qualcosa contro di te, trama per farti del male, un male immenso!»

«Male a me? E in che modo?»

«Vieni a trovarmi domani e te lo dirò.»