«Non te l’ho detto?», rispose lei con una specie di accorata mestizia. «Poco fa ti ho taciuto il motivo per cui mio padre e la mamma si divisero. Non sapevo come dirtelo. Ma fu questa la causa. Io ero una strega bambina, e mio padre se n’era accorto. La mamma lo aveva sempre saputo, e mi difese. Mio padre mi avrebbe ucciso, se non ci fosse stata lei. E per questo ci cacciò di casa.»

5.

Davanti agli occhi di Barbee l’atmosfera rossastra del locale notturno co­minciò a roteare. Per un istante il giovane credette di essere stato ipnotizza­to. Seguitò a guardare sbalordito la ragazza, che a voce bassa, quasi roca, non aveva cessato di parlare.

«Perché, vedi, la mamma era la seconda moglie di mio padre. Ed era di tanto più giovane di lui da poter essergli comodamente figlia. So che non lo amò mai, e a dire la verità non ho mai capito perché lo avesse sposato. Era un uomo d’istinti brutali e povero in canna. È un fatto, poveretta, che lei non aveva mai messo in pratica le norme che volle poi insegnarmi.»

Barbee cercò una sigaretta, aveva bisogno di far qualcosa con le mani, tale era la tensione che lo dominava. Offrì il portasigarette aperto alla ragazza, che rifiutò scuotendo il capo.

«Mio padre era un uomo terribilmente severo», seguitò April, dopo che Barbee ebbe acceso la sigaretta. «Un puritano all’antica, era nato a Salem, figurati, da un’antica famiglia di scozzesi fanaticamente religiosi. Sebbene non avesse ricevuto gli ordini, perché non era d’accordo del tutto con nes­suna congregazione religiosa, aveva l’abitudine di predicare la sua dura fede agli angoli delle strade e sulla piazza nei giorni di mercato: ovunque, insom­ma, potesse trovare qualche fannullone disposto ad ascoltarlo. Si considera­va un uomo pio, virtuoso, che cercava di tenere il mondo lontano dal pecca­to. In realtà, sapeva essere mostruosamente crudele. Con me lo fu.»

Un’ombra di quello che doveva essere stato il suo antico dolore le oscurò il bel volto.

«Ero una bambina molto precoce. Mio padre aveva altri figli dal suo prece­dente matrimonio, i quali non erano affatto precoci. A tre anni io già sapevo un poco leggere. Capivo la gente. In un certo modo, sentivo ciò che la gente avrebbe fatto e le cose che stavano per accadere. Mio padre non era affatto contento che io fossi più svelta dei miei fratellastri e delle mie sorellastre.»

Sorrise debolmente.

«E dovevo essere anche piuttosto bellina, almeno mia madre non si stanca­va di dirlo. Questo doveva avermi alquanto viziata. Di fatto, ero sempre in lite coi miei fratellastri, e mia madre mi dava ragione. Erano molto più gran­di di me, ma anche allora credo che fossi molto più svelta di loro nel trovare il modo di ferirli.