«Paura? e di che? Mi hai detto che non lo conoscevi nemmeno. E che male avrebbe mai potuto farti? Io, magari, potevo aver dei motivi di rancore verso di lui, per avermi allontanato dalla sua cerchia, senza che gli avessi mai fatto nulla, ma era un uomo innocuo e generoso, uno scienziato amante solo della verità e della luce.»
«Sapevo ciò che voleva fare.» La voce della ragazza era dura e fredda, ma ancora lontanissima, proveniente come da una remota fortezza assediata. «Vedi, Will, io ho sempre voluto conoscere la mia vita interiore, la forza che avevo in me. Non ho studiato psicologia all’università, perché tutti i professori sembravano stupidamente radicati nell’errore. Ma ho letto quasi tutto ciò che è stato pubblicato su casi insoliti e bizzarri come il mio. Tu forse non sai che Mondrick era un’autorità riconosciuta nel campo della stregoneria. Conosceva a fondo la storia delle persecuzioni delle streghe, e molte altre cose ancora. Aveva studiato le leggende di tutte le razze primitive, e quelle leggende erano per lui qualcosa di più che strane fiabe e miti fantasiosi. I miti dell’antica Grecia, per esempio, pieni di amori tra gli dèi e le fanciulle degli uomini. Quasi tutti gli eroi greci, Ercole, Perseo, ecc, avevano fama di possedere una parte illegittima di sangue immortale nelle vene. E avevano doni e poteri sovrumani. Bene, anni fa Mondrick scrisse una monografia che analizzava queste leggende, interpretandole come ricordi razziali del conflitto e degli occasionali incroci fra due razze preistoriche: gli alti ed evoluti Cromagnon, forse, e gli scimmieschi Neanderthaliani. Del resto, tu hai studiato con lui, Barbee, e dovresti conoscere l’estensione delle sue ricerche. Cercava di individuare differenze in seno all’umanità odierna, faceva prove del sangue, misurava reazioni, analizzava sogni negli individui più disparati. Aveva la mente aperta a tutte quelle cose che gli scienziati rifiutano solo perché non corrispondono alle loro prevenzioni; era un’autorità in fatto di parapsicologia e telecinesi, e si può dire che non abbia lasciata intentata nessuna via per giungere alla conoscenza che lo attirava.»
«Tutto vero», disse Barbee; «e con questo?»
«Mondrick era prudentissimo in tutto ciò che scriveva», riprese la fredda voce remota di April. «Velava il vero significato dei suoi scritti con innocui termini scientifici. Non voleva agitare troppa gente, prima di avere le prove di quanto asseriva. Finché, una dozzina d’anni fa, abbandonò del tutto la sua attività di scrittore e addirittura ricomprò e bruciò tutte le copie delle sue precedenti monografie. Ma aveva già scritto troppo. Io, per esempio, avevo ben compreso ciò che stava facendo.»
April attese che il cameriere desse a Barbee il resto del suo unico biglietto da venti dollari, sorseggiando lenta il quarto dacquari. Quella ragazza sapeva bere, non poté fare a meno di pensare Barbee.
«Mondrick credeva nelle streghe», dichiarò finalmente April.
«Sciocchezze!», protestò Barbee. «Mondrick era uno scienziato!»
«Eppure, o forse proprio per questo, ci credeva! È proprio di questo che avevo paura. Mondrick aveva impiegato quasi tutta la sua vita a cercar di dare basi scientifiche alla stregoneria. Si era recato nell’Ala-shan per trovare altre prove. E oggi, al suo arrivo, ho capito che aveva trovato ciò che cercava da anni.»
«Ma non certo le prove sulla stregoneria!»
«Tu non vuoi credere, Barbee», e ancora quell’impercettibile sorriso beffardo aleggiò per un istante sul suo volto, «come non vuol credere la maggioranza delle persone. È la nostra migliore protezione... perché noi siamo il nemico. Comprenderai perché gli esseri umani ci odiano: perché siamo differenti. Perché abbiamo, innati, poteri maggiori di quelli concessi agli esseri umani... e tuttavia non così grandi come vorremmo!»