«Certo.»

«Tu ne conosci altre?»

La risposta, gli parve, giunse con un secondo di ritardo. Ma volto e occhi di April erano del tutto impassibili.

«No.» Bruscamente si mise a tremare, e Barbee capì che lottava per ricac­ciare le lacrime. Con un filo di voce, implorò: «Oh, Will, vuoi perseguitarmi anche tu?».

«Perdonami, April, ma ora che mi hai detto tanto, puoi dirmi anche il resto, no? Chi è quel Figlio della Notte, cui ha alluso Mondrick?»

«Oh, come potrei saperlo? C’è altro?»

«Una cosa sola: non sai, per caso, a quali proteine Mondrick fosse allergi­co?»

La ragazza lo fissò con uno stupore che gli parve sincero.

«Allergico? L’allergia è un disturbo che a che fare con il raffreddore da fieno e l’indigestione, vero? No, proprio, non lo so.» Si mise a ridere. «Non conoscevo Mondrick personalmente e non sapevo che soffrisse d’asma da fieno. L’ho visto per la prima volta in vita mia questa sera.»

«Dio sia lodato!», esclamò Barbee, alzandosi. Respirò a pieni polmoni l’aria corrotta della sala, e guardò dall’alto della sua allampanata figura la ragazza, ch’era rimasta seduta e lo guardava con uno stanco sorriso. «Lo so che ti ho sottoposta a un terzo grado semplicemente odioso», le disse. «Ma avrei potu­to fare diversamente? E ora vuoi concedermi il tuo perdono?»