La lupa lo guidò dietro la casa, verso il garage, tendendo l’orecchio, fiutando l’aria, come in preda a un vago malessere. Barbee udì il suono lieve d’un respiro regolare da una finestra aperta, e percepì l’odore della piccola Pat nel recinto sabbioso, in giardino, dove la bambina giocava parecchie ore al giorno. Balzò davanti alla lupa bianca, con un ringhio minaccioso che gli gorgogliava nella strozza.
«Non voglio che si faccia loro del male!», protestò. «Non comprendo bene che cosa tu voglia fare, ma queste persone sono amici miei, Sam e Nora e Pat!»
La lupa sembrava sogghignare, con la rossa lingua pendula da un lato.
«Non è di loro che dobbiamo occuparci stanotte», rispose. «È il contenuto della cassa che dobbiamo cercare di distruggere.»
Barbee cedette, sebbene a malincuore. A un tratto, l’acuto odore di un cane lo ferì alle nari, e nell’interno della casa risuonò un guaito tremulo e rabbioso. La lupa bianca fece un balzo all’indietro, spaventata. Anche Barbee non poté dominare la profonda, cupa apprensione, che a quel guaito gli aveva fatto rizzare i peli sul collo.
«È il cagnolino di Pat», spiegò. «La bimba lo chiama Grillo.»
«Domani lo chiamerà in un altro modo», ringhiò la lupa.
«No, non il povero Grillo!», disse Barbee. «La piccola ne avrebbe un dolore immenso!»
Una porta a vetri si aprì e una specie di piumino da cipria si precipitò nel giardino abbaiando furiosamente. La lupa si ritrasse prontamente, e il cagnolino balzò su Barbee. Questi cercò di respingerlo con una zampata, ma il cagnolino gli addentò la zampa. La trafittura di quei dentini acuti come spilli destò in lui un furore selvaggio, travolgente. Soffocando un ruggito, azzannò il morbido corpicino bianco e lo scrollò fino a quando non cessò di guaire. Poi lo gettò sul mucchio di sabbia, e si forbì con la lingua le zanne su cui erano rimasti alcuni fetidi peli canini.
La lupa bianca era scossa da un tremito: «Ignoravo l’esistenza di quel cane. Nora e la bambina erano fuori questa sera, quando sono venuta a vedere che cosa stesse facendo Sam, e probabilmente la bestiola era con loro. Non amo i cani... Aiutarono gli uomini a sconfiggerci, un tempo».