Salvi! La luce zodiacale andava già levando la sua colonna di pallido argen­to a oriente. Nelle fattorie oltre la città s’udivano i galli cantare. Un cane ululava chi sa dove. Il pericolo dell’alba s’avvicinava e la lupa bianca era sempre come priva di vita.

Disperato, cominciò a lambirle la candida pelliccia. Il corpo sottile della lupa cominciò a palpitare, come sotto una respirazione che riprendesse il suo ritmo regolare. Debolmente, si rialzò. Ansimava, la rossa lingua penzolante. Gli occhi erano colmi di terrore.

«Oh, Will, sarei morta in quella trappola, se tu non mi avessi portata fuori!» Le si incupirono maggiormente gli occhi. «Ciò che quella cassa contiene è ancora più letale di quanto immaginassi. Non siamo in grado di distruggerlo. Possiamo solo colpire coloro che sperano di usarlo contro di noi... e poi sep­pellirlo di nuovo, finché non sia di nuovo dimenticato, come sotto quei tumu­li dell’Ala-shan.»

Barbee scosse la testa, riluttante:

«Colpire Sam? Nick? Rex?».

«Tu non hai più amici tra gli esseri umani, Will, perché tutti gli uomini ci ammazzerebbero, se sapessero. È nostro dovere distruggere tutti i nemici del Figlio della Notte, prima di morire. Ma Quain non è più il primo della lista, dopo la telefonata che sai. È alla vedova di Mondrick che dobbiamo pensare, prima che riesca a parlargli.»

«No, io non farò del male a quella povera donna! E tu dimentichi la sua cecità, perché è una creatura umana così reale...»

«Ma tu non lo sei, Will...» E ancora una volta il muso lungo e sottile della lupa parve tendersi in un sogghigno. «E non credo che lo sia del tutto nem­meno lei. Deve avere abbastanza del nostro sangue, per essere così pericolo­sa per la nostra specie. Ha imparato, poi, troppe cose dal marito e troppe altre deve averne viste in Africa. È un’avversaria temibile, ma noi dobbiamo tentare...»

«No, io non farò nulla contro Rowena!»

«Tu farai quello che devi fare, Will, perché sei quello che sei. Tu sei libero, questa notte, e tutte le tue inibizioni umane sono rimaste col tuo corpo ad­dormentato. E stai correndo con me questa notte, come la nostra razza spen­ta correva un tempo, e abbiamo una preda umana da inseguire. Vieni, Will, prima che sia giorno.»