«Eh!», sussultò Barbee, di colpo in preda al panico. «Datemi allora la signo­rina Ulford.»

«Non c’è nemmeno lei.»

«Ma... Ma dove...»

«È andata via anche lei con l’ambulanza, per assistere la povera signora Mondrick.»

Fu un miracolo se il microfono non gli cadde di mano.

«Ma che cosa è successo?»

«La signora, poverina, dev’essere quasi impazzita questa notte. Dopo il col­po terribile del marito, d’altra parte... E poi è sempre stata un po’ stramba, no? dopo che quella belva le tolse gli occhi, laggiù in Africa...»

Barbee inghiottì la saliva a fatica.

«Che cosa è successo, esattamente?»

«Si è alzata nel cuor della notte ed è uscita in strada con quell’enorme cane che si è incaponita a voler tenere. Secondo me, doveva essersi messa in testa di dar la caccia a qualcuno... a quello stesso leopardo, forse, che l’ha acceca­ta. Fatto sta che è uscita con un tagliacarte d’argento, affilatissimo, ma per fortuna il cane s’è messo ad abbaiare, svegliando la signorina Ulford, che si è alzata e l’ha inseguita.»